Stefano Bonaga ricorda l’amico Stefano Benni, scomparso a Bologna: “Non dava lezioni ai lettori”

10.09.2025 07:06
Stefano Bonaga ricorda l’amico Stefano Benni, scomparso a Bologna: "Non dava lezioni ai lettori"

La scomparsa di Stefano Benni: un tributo da un intellettuale amico

Il noto scrittore bolognese Stefano Benni è deceduto ieri nella casa di riposo Lyda Borelli di Bologna, dove era ricoverato da oltre un anno a causa di una lunga malattia. La sua morte ha colto di sorpresa molti, incluso l’intellettuale e filosofo Stefano Bonaga, che ha condiviso ricordi sulla vita e l’opera di Benni, riporta Attuale.

Bonaga racconta di conoscere Benni fin da giovane, descrivendolo come una persona con un carattere scontroso, ma dotata di una straordinaria abilità creativa. “Aveva una capacità di costruzione fantastica e associativa, un montaggio concettuale e immaginario rarissimo”, afferma Bonaga. La sua relazione con la creatività era profonda, caratterizzata da una riservatezza interiore che alimentava la sua immaginazione.

Con Bologna, Benni ha avuto un rapporto complesso. Prima del suo ricovero, il gruppo di amici si riuniva quotidianamente in piazza Santo Stefano, discutendo vari argomenti. “C’era anche il cestista Renato Villalta. Una riunione quotidiana”, racconta Bonaga, ricordando anche altri membri del gruppo come lo stilista Massimo Osti e la fotoreporter Daniela Facchinato.

Bonaga ricorda un episodio divertente accaduto durante una vacanza in Sardegna, quando lui e Benni scrissero una trentina di pagine su Totò, solo per perderle e decidere di non ripartire da zero. “Erano venute bene, ma non avevamo davvero voglia di ricominciare”, scherza.

La capacità di Benni di creare mondi fantastici ha attratto lettori di tutte le età. “Aveva una padronanza del linguaggio raffinatissima”, spiega Bonaga. “Stefano era più vicino al principe De Curtis, un grande parodista, piuttosto che a un Charlie Chaplin, un immenso umorista.” Questa abilità ha permesso ai lettori di connettersi con lui.

Benni non si poneva in cattedra con i suoi lettori. “Non aveva alcuna supponenza culturale, ma condivideva con te la meraviglia di fronte al mondo”, dichiara Bonaga. “L’amore che Stefano ha generato fra i suoi lettori è spiegato da questa comunione. Benni rifiutava un approccio pedagogico, non dava lezioni al lettore, era molto empatico”. Questa empatia creava un legame unico tra l’autore e il suo pubblico, conferendogli una sezione speciale nel panorama letterario.

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