Mattarella sottolinea l’importanza della pace e democrazia in un contesto europeo incerto
Un convegno a Ventotene, simbolo dell’Unione, ha assunto un significato particolare alla luce dell’attuale situazione storica. Il presidente Sergio Mattarella, nel suo messaggio per la prima conferenza europea dedicata alla libertà e democrazia, ha avvertito sui rischi che l’Europa sta affrontando. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo recente discorso sullo stato dell’Unione, ha evidenziato i cambiamenti in atto, dovuti alla necessità di prepararsi a possibili conflitti. Queste considerazioni richiamano la ragione d’essere dell’Unione, nata per prevenire la guerra e garantire la pace, riporta Attuale.
Mattarella ha dichiarato che l’Europa deve rimanere un bastione contro l’oppressione, esprimendo un sogno di dignità e libertà. L’isola di Ventotene, di grande rilevanza storica, è stata il luogo da cui si è irradiato il messaggio di libertà: “Qui sono germogliati i semi della libertà e di quel federalismo”, ha affermato, sottolineando che il raggiungimento di un’Europa unita è un compito che deve essere affrontato da ogni generazione.
La sfida di mantenere un equilibrio tra le radici europee e le minacce contemporanee è complessa. Paolo Gentiloni ha sottolineato che l’Unione deve rafforzare la propria capacità di difesa, affermando che non può più contare sull’appoggio americano. Ha proposto gli eurobond per finanziare il riarmo, nonostante le perplessità della Germania. Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ha dichiarato che l’Europa deve essere “più sicura, più forte, più protetta”. La vicepresidente dell’Eurocamera, Pina Picierno, ha aggiunto che l’Unione può tornare al centro della storia se deciderà di diventare una potenza democratica globale.
L’Unione vive una fase critica, con minacce esterne e interne. Sondaggi recenti rivelano una crescita delle forze nazionaliste e antieuropee in molti Paesi europei. In Germania, il partito AfD guida con il 26% delle preferenze, mentre in Francia il Rassemblement National si attesta al 33%. In Gran Bretagna, il partito di Farage si posiziona attorno al 32%. In Italia, il supporto all’europeismo da parte della premier Giorgia Meloni solleva interrogativi, data la presenza di alleati come la Lega, tradizionalmente antieuropea. A marzo, Meloni ha dichiarato alla Camera: “Questa non è la mia Europa”, evidenziando una visione differente da quella dei fondatori dell’Unione, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, promulgarono i valori antifascisti.