Suicidio di Paolo a 14 anni: il ministro Valditara contatta i genitori mentre partono le ispezioni scolastiche

15.09.2025 14:25
Suicidio di Paolo a 14 anni: il ministro Valditara contatta i genitori mentre partono le ispezioni scolastiche

Roma, 15 settembre 2025 – Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha contattato il padre di Paolo, il quattordicenne della provincia di Latina che si è tolto la vita la mattina dell’11 settembre, poche ore prima del ritorno a scuola. Nei giorni scorsi, il fratello aveva scritto una lettera a lui e alla premier Giorgia Meloni per denunciare gli episodi di bullismo che avrebbero spinto il ragazzo al suicidio. Secondo quanto riporta l’Ansa, oltre alla solidarietà e vicinanza, il titolare del Mim ha assicurato che sono partite le ispezioni nelle due scuole (medie e superiori) dove il ragazzo era stato preso di mira, riporta Attuale.

I genitori: “Abbiamo denunciato, ma la scuola non ha fatto nulla”

In un’intervista a Repubblica, i genitori hanno chiesto “che venga fuori la verità” perché non vogliono che quanto avvenuto “finisca nel dimenticatoio”. “Nostro figlio è stato un perseguitato, abbiamo sempre denunciato tutto alla scuola – sostiene la mamma Simonetta La Marra – ma siamo rimasti inascoltati. Era un bravo studente, ma ultimamente diceva che la scuola non gli piaceva più”. La donna racconta che suo figlio “amava portare i suoi capelli biondi molto lunghi. Dopo i primi quattro giorni di scuola superiore hanno cominciato a chiamarlo ‘Paoletta’, ‘femminuccia’, ‘Nino D’Angelo’. Lo aspettavano in bagno, prima era uno, poi sono diventati di più”. “Ci siamo rivolti subito alla scuola, ci hanno assicurato che l’avrebbero aiutato. Ma tutto è finito solo dopo che Paolo ha deciso di tagliarsi tutti i capelli”, aggiunge.

La prima denuncia, continuano i genitori, era stata presentata alle elementari perché un compagno gli aveva puntato contro “un cacciavite in plastica, diceva che lo doveva ammazzare” e “la maestra invece di intervenire ha incitato gli alunni alla rissa”.

Paolo “era diverso dagli altri per questo è rimasto solo. Amava la musica, andare a pescare con il padre, cucinare e aiutava in casa – dice ancora la mamma –. Anche per questo veniva bullizzato. L’ultima sera prima della tragedia ha preparato il pane e i biscotti. Prendeva sempre le difese dei più deboli e per questo lo chiamavano spione”. “Che qualcuno ci spieghi cosa è successo e abbia il coraggio di denunciare”, concludono.

L’inchiesta della procura

La procura di Cassino ha aperto un’inchiesta ipotizzando l’istigazione al suicidio e ha disposto l’autopsia del ragazzo. Sul caso indagano i carabinieri, i quali hanno sequestrato i telefoni di alcuni suoi coetanei. La sera prima della sua morte, il quattordicenne aveva scritto un messaggio ai suoi compagni dell’istituto tecnico Pacinotti di Fondi (dove avrebbe dovuto frequentare il secondo anno), chiedendo loro di “conservagli un posto in prima fila”. La mattina dopo, invece, è stato ritrovato senza vita nella sua casa nel Comune dei Santi Cosma e Damiano.

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