Trump chiede il licenziamento di Meyers e Fallon dopo attacchi sarcastici
La satira del volto di «Late Night» su NBC ha spinto Donald Trump a entrare in politica. Oggi, però, il tycoon chiede il licenziamento dei due conduttori, accusandoli di essere “due perdenti totali”, riporta Attuale.
Nel 2011, durante la cena dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, Seth Meyers ha pubblicamente deriso Trump, definendolo una “barzelletta” e menzionando la sua presunta cittadinanza keniota, alludendo alla sua propensione verso teorie del complotto sugli alieni. La reazione glaciale di Trump, presente all’evento, è ritenuta da molti come il catalizzatore della sua successiva decisione di candidarsi presidenzialmente.
Jimmy Fallon, anch’egli conduttore su NBC, ha subito critiche simili durante la sua carriera per un’intervista amichevole con Trump nel 2016, dove il presidente si lasciò toccare i capelli, per dissipare dubbi su una presunta parrucca. Entrambi i presentatori, ora sotto il mirino di Trump, hanno manifestato la loro solidarietà a Jimmy Kimmel, recentemente sospeso da ABC per commenti considerati controversi.
Fallon ha descritto Kimmel come “un bravo ragazzo”, mentre Meyers ha accusato Trump di “strangolare la libertà di parola”. Entrambi hanno riconosciuto la sfida politica che caratterizza il panorama attuale dei talk show, dove le critiche esplicite al presidente sembrano avere conseguenze tangibili.
Questa situazione solleva interrogativi sul futuro della satira politica in televisione. Johnny Carson, leggendario conduttore di talk show, evitò sempre di prendere posizioni politiche per non rischiare di “prendersi sul serio”. Tuttavia, nel 2025, i talk show affrontano una crisi d’ascolti e di pubblicità, mentre Trump sembra determinato a usare il potere presidenziale per silenziare le voci critiche nel settore. Un sondaggio recente ha rilevato che circa un quarto degli americani guarda un talk show notturno almeno una volta al mese, evidenziando ancora una volta il ruolo centrale che questi programmi rivestono nella cultura politica americana.