Rabbia importata dal Marocco: a Vittorio Veneto un cucciolo soppresso e monitoraggio di sei mesi

01.06.2026 17:05
Rabbia importata dal Marocco: a Vittorio Veneto un cucciolo soppresso e monitoraggio di sei mesi

Vittorio Veneto (Treviso), 1 giugno 2026 – Un cucciolo di cane importato illegalmente in Italia dal Marocco è stato soppresso nei giorni scorsi a Vittorio Veneto (Treviso) dopo che i controlli hanno confermato il sospetto di una veterinaria. L’Istituto zooprofilattico delle Venezie ha certificato la diagnosi di rabbia.

L’azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso ha disposto la vaccinazione obbligatoria per cani e gatti domestici. È previsto inoltre di tracciare tutti i contatti, sia con le persone che con gli animali. “Il monitoraggio in Italia dovrà durare sei mesi”, ha chiarito Paola De Benedictis, direttrice del Centro di referenza nazionale Woah/Fao dell’IZSVe, riporta Attuale.

Che cos’è la rabbia e come si trasmette

Il virus della rabbia è considerato il più letale al mondo, con un tasso di mortalità prossimo al 100% per le persone infette. “Ma per fortuna solo dal momento in cui si manifestano i sintomi”, ha specificato De Benedictis. “L’infezione non si trasmette per aerosol o attraverso il respiro o dalle superfici. È necessario essere morsi da un cane malato, in modo che la saliva dell’animale entri in contatto con le mucose o la cute non integra dell’uomo”. Anche i graffi del gatto sono un rischio: “Possono provocare una perdita di integrità della cute. Se nella zampa c’è saliva dell’animale, ci viene trasmesso il virus”.

L’incubazione e i sintomi della rabbia

Il periodo di incubazione della malattia varia e può durare da qualche settimana a qualche mese. “L’infezione si trasmette pochi giorni prima di sviluppare i sintomi. Parliamo di un periodo a rischio tra i 10 e i 15 giorni”, ha precisato la dirigente.

I controlli anti rabbia in Italia

La possibilità che un animale sia stato importato illegalmente è sempre presente, ha messo in chiaro De Benedictis. “Anche se la norma è molto stringente, i turisti possono viaggiare in auto o in camper, quindi essere soggetti a minori controlli rispetto a quelli aerei. Il sistema ha confermato che si tratta di un caso d’importazione, anche per il referto neurologico. Il virus ritrovato nell’encefalo del cane era molto simile a quelli circolanti in Marocco. Siamo certi della sua origine.” Se non ci saranno ulteriori casi, il monitoraggio si concluderà tra sei mesi.

Italia indenne dalla rabbia: cosa vuol dire

Tuttavia, il caso di Vittorio Veneto non ha compromesso lo stato di indennità alla rabbia per l’Italia. Come spiegato da Paola Dall’Ara, professoressa al dipartimento di Medicina veterinaria e scienze animali dell’università di Milano, “l’ultimo caso di rabbia risale al 14 febbraio 2011. La Woah ha stabilito che dopo due anni senza casi, si riacquista lo stato di indennità, il che significa che dal 2013 siamo tornati ‘liberi’.”

I precedenti in Italia

La docente ha ricordato i precedenti: “All’inizio degli anni 2000, alcuni animali selvatici come volpi e tassi erano entrati in Italia dalla Slovenia. È stato avviato un piano regionale per Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trento e Bolzano, che includeva campagne di vaccinazione di massa per tutti gli animali della zona.”

L’ultimo morto di rabbia in Italia

L’ultimo decesso per rabbia in Italia risale al 2019, “un turista italiano di Andria si era infettato durante una vacanza a Zanzibar”, ha ricordato la professoressa. Il virus non viaggia come altri patogeni, ma risale lungo i nervi dal punto del morso verso il cervello, tornando infine nelle ghiandole salivari.

I sintomi della rabbia

La malattia si manifesta “con un cambiamento improvviso del comportamento, che può essere furiosa o muta. Accompagnata da allucinazioni, stato di coma e paralisi.”

Rabbia, gli errori da evitare

È fondamentale non avvicinarsi a animali randagi o selvatici, poiché non si conosce la loro storia. Inoltre, il graffio di un gatto rabico ha lo stesso effetto sull’uomo. In Ucraina, ad esempio, i casi di questo tipo superano quelli causati dai cani.

La rabbia e la frontiera dell’Est

Attualmente, la rabbia è presente in molte parti del mondo. “L’Europa è un’isola felice” afferma De Benedictis. “La rabbia canina rappresenta un rischio maggiore per la salute pubblica rispetto a quella che circola nelle volpi, e si verifica ovunque, dall’Africa all’Asia e nelle isole del Pacifico. La rabbia volpina è particolarmente preoccupante nell’Est Europa, inclusa Ucraina, Russia e Bielorussia, dove la guerra rende il monitoraggio difficile. Questa situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di capacità di vaccinazione della fauna selvatica.”

Rabbia: in Italia “un caso d’importazione dal Marocco. Ora monitoraggio per sei mesi”. Soppresso un cucciolo di cane a Vittorio Veneto (Treviso). Incubazione e trasmissione del virus più letale al mondo: parla la direttrice del centro di referenza nazionale IZSVe De Benedictis e la professoressa Dall’Ara.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere