Netanyahu negli Usa: deve scegliere tra Trump e le sue alleanze interne

28.09.2025 23:05
Netanyahu negli Usa: deve scegliere tra Trump e le sue alleanze interne

Netanyahu alla ricerca di un accordo di pace tra pressioni interne e strategie americane

Dopo anni di tensioni, il premier israeliano, “Bibi” Netanyahu, si trova a un crocevia critico. Mentre cerca di soddisfare le richieste del presidente americano Donald Trump, che esorta a un accordo di pace in Medio Oriente, è sfidato dai membri più estremisti della sua coalizione che rifiutano di compromettere la posizione di Israele. La situazione è complicata dalla richiesta di un cessate il fuoco e da un possibile ritiro delle forze israeliane da Gaza, propone Attuale.

Durante l’incontro odierno con Trump a Washington, Netanyahu ha evitato di sorvolare i cieli europei, poiché è ricercato dalla Corte penale internazionale, e ha affrontato la sua visita con cautela. Trump, nel frattempo, continua a lanciare promesse di una grande svolta, affermando che “c’è una reale possibilità che accada qualcosa di grandioso in Medio Oriente”, mentre figure come JD Vance esprimono un ottimismo crescente riguardo alla liberazione degli ostaggi e all’aiuto umanitario per Gaza.

Il piano di pace delineato da Trump si articola in 21 punti, ma è percepito come un’agenda che potrebbe essere difficile da negoziare per Netanyahu, il quale si trova sotto pressione interne e internazionali. Esperti come Eytan Gilboa dell’università Bar-Ilan avvertono che la continua opposizione da parte degli oltranzisti potrebbe complicare ulteriormente l’adozione del piano.

Netanyahu ha espresso preoccupazione riguardo alla gestione della situazione, mentre i suoi alleati estremisti, tra cui Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, avvertono che non accetteranno alcun piano che non preveda prima la sconfitta di Hamas. Secondo analisti, il premier dovrà navigare con attenzione tra le pressioni esterne e le sfide interne, senza perdere di vista le esigenze di sicurezza del suo paese.

In un contesto di crescente cinismo, sembra che Netanyahu si trovi ora a dover trovare un equilibrio tra il dialogo con Trump e il rispetto delle sue precedenti posizioni intransigenti. Tuttavia, la domanda rimane: è davvero possibile realizzare il piano di pace o si tratta di un’illusione che potrebbe costargli caro al ritorno in Israele?

Nonostante le sfide, i leader dell’opposizione offrono una possibile via d’uscita, proponendo di supportare un accordo sugli ostaggi e sul cessate il fuoco. Il timore di rinvio elettorale si aggiunge a una situazione già complicata, mentre le richieste delle famiglie degli ostaggi aumentano e il Paese si avvicina al giorno di Yom Kippur.

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