Riprendono i negoziati tra Hamas e Israele a Sharm el Sheikh per risolvere il conflitto a Gaza

05.10.2025 18:05
Riprendono i negoziati tra Hamas e Israele a Sharm el Sheikh per risolvere il conflitto a Gaza

Lunedì prenderanno avvio i nuovi negoziati per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza: i delegati diplomatici di Hamas e Israele si incontreranno a Sharm el Sheikh, in Egitto, per colloqui indiretti mediati da Stati Uniti, Egitto e Qatar. Ciò significa che, come in precedenza, i rappresentanti di Hamas e Israele non si confronteranno direttamente, ma presenteranno le loro richieste ai mediatori, che a loro volta le trasmetteranno all’altra parte, riporta Attuale.

Non vi è alcuna certezza che si raggiunga un accordo, né tanto meno che questo avvenga in tempi brevi. Numerosi tentativi di negoziare una fine del conflitto si sono già arenati, culminando in un nulla di fatto, a causa delle posizioni inconciliabili di Hamas e Israele. Gli incontri previsti per domani sono considerati di particolare rilevanza.

Il programma include una discussione sul piano per la fine della guerra proposto dal presidente statunitense Donald Trump, approvato da Israele e parzialmente da Hamas. Le trattative si concentreranno in particolare sulle condizioni per la liberazione di circa 50 ostaggi ancora presenti nella Striscia di Gaza, di cui circa 20 risulterebbero vivi, e sulla liberazione di quasi 2.000 prigionieri palestinesi detenuti in Israele. La questione del rilascio degli ostaggi resta uno dei temi più delicati, con richieste divergenti tra Hamas e Israele. Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta ricevendo crescenti pressioni interne per soddisfare tali richieste, con le famiglie degli ostaggi che lo accusano di mettere in secondo piano i loro interessi a favore dei suoi obiettivi politici.

Il piano di Trump prevede la liberazione di tutti gli ostaggi entro 72 ore dall’approvazione dell’accordo. Hamas ha manifestato un’apertura al rilascio, ma ha adottato un linguaggio molto più vago riguardo ad altri aspetti chiave del piano, che risulta particolarmente favorevole a Israele e prevede, tra le altre cose, il disarmo del gruppo e la sua esclusione dal futuro governo della Striscia. Il piano contempla anche un ritiro graduale delle forze israeliane, ma senza fornire dettagli sui tempi esatti. Israele continuerebbe a controllare una vasta “zona cuscinetto” lungo i confini della Striscia.

Sabato scorso, dopo la risposta di Hamas, Trump ha affermato di ritenere che il gruppo fosse pronto a una “PACE duratura” e ha sollecitato Israele a sospendere i bombardamenti su Gaza. L’esercito israeliano ha successivamente dichiarato di aver arrestato gli attacchi sulla città di Gaza, ma questa affermazione è stata contraddetta da varie fonti palestinesi.

Trump está cercando di favorire un accordo rapido tra entrambe le parti, presentando in passato il piano come una sorta di ultimatum per Hamas, avvisando che, qualora non accettasse, gli Stati Uniti avrebbero garantito il loro “pieno sostegno” a Israele per proseguire il conflitto. Secondo quanto riportato dal giornalista di Axios, Barak Ravid, dopo la risposta evasiva di Hamas, Trump ha contattato Netanyahu, che si è detto insoddisfatto. Una fonte anonima ha riferito che Trump gli avrebbe chiesto: “Perché sei sempre così negativo? Si tratta di una vittoria. Approfittane”.

Negli Stati Uniti parteciperanno ai negoziati Steve Witkoff, inviato speciale di Trump per i negoziati in Ucraina e Medio Oriente, e Jared Kushner, genero di Trump che ha collaborato alla stesura del piano. La delegazione di Hamas sarà guidata da Khalil al Hayya, uno dei leader che Israele ha tentato di eliminare con un bombardamento a Doha, in Qatar, all’inizio di settembre.

Il Qatar gioca un ruolo significativo nella mediazione di conflitti globali, compreso quello della Striscia di Gaza. L’attacco di Israele a Doha è stato interpretato come una provocazione e ha contribuito a spingere l’amministrazione Trump ad accelerare gli sforzi diplomatici per un accordo. Netanyahu ha successivamente espresso le sue scuse al Qatar per l’attacco.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere