Francesca Albanese sotto attacco: critiche interne al Pd per toni divisivi e narcisismo

07.10.2025 15:05
Francesca Albanese sotto attacco: critiche interne al Pd per toni divisivi e narcisismo

Critiche crescenti per Francesca Albanese nel Partito Democratico

La relatrice speciale dell’Onu, Francesca Albanese, è diventata un punto di riferimento politico e simbolico della causa palestinese in Italia. Tuttavia, diverse voci all’interno del Partito Democratico esprimono riserve riguardo alla sua figura, accusandola di “narcisismo”, “protagonismo” e “toni divisivi”. L’ultima polemica è stata innescata dalle dichiarazioni di Albanese su Liliana Segre, che ha definito “non lucida” dopo le sue osservazioni sul genocidio. Le critiche nei confronti di Albanese affondano le radici in un malcontento già presente nel Pd. A Genova, la neosindaca Ilaria Salis ha rifiutato di partecipare a un evento con Albanese, citando “altri impegni”. A Bologna, la concessione della cittadinanza onoraria ha suscitato polemiche. A Reggio Emilia si è sfiorato l’incidente istituzionale, riporta Attuale.

Le parole di Pina Picierno

“C’è molto narcisismo, poca politica e molta arroganza”, ha affermato Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha definito Albanese “interprete di un bipopulismo” in cui “l’intolleranza diventa collante”. La sua critica riguarda non solo la persona di Albanese, ma anche la strategia del partito. “È giusto che i movimenti facciano i movimenti”, ha spiegato, “ma un partito non può limitarsi ad assecondare le piazze. Le piattaforme si condividono, non si subiscono”.

Il parere di Filippo Sensi

Allo stesso modo si è espresso Filippo Sensi, ex portavoce di Matteo Renzi ed esponente dell’ala dialogante del Pd. “Non è il tempo dei protagonismi individuali”, ha affermato al Foglio. “Chi ha davvero a cuore la sorte dei palestinesi deve sostenere ogni sforzo per il cessate il fuoco e la restituzione degli ostaggi. Il piano di pace è l’unica strada percorribile”. Sensi ha anche esortato a riflessioni più ampie sul futuro della sinistra, suggerendo che “se il Pd deve ripartire”, dovrebbe porsi come esempio il premier australiano Albano, che ha vinto la destra tramite un’agenda pragmatica.

Dichiarazioni di Elisabetta Gualmini

Anche Elisabetta Gualmini, europarlamentare del Pd, è intervenuta nella discussione, contestando la decisione del Comune di Bologna di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. “Io sarei stata più cauta. Un sindaco deve unire, non dividere”, ha dichiarato, aggiungendo che Albanese è “una figura polarizzante”. Gualmini ha sottolineato che il problema non è tanto la condanna della carneficina a Gaza — su cui c’è un consenso generale — ma piuttosto “l’estrema radicalizzazione dei toni e della comunicazione”.

Le tensioni a Reggio Emilia

A Reggio Emilia, la situazione è culminata durante un incontro pubblico, quando Albanese si è coperta il volto con le mani in segno di esasperazione mentre il sindaco Marco Massari, noto per il suo impegno contro i crimini di guerra, parlava degli ostaggi. Gualmini ha definito questa scena “penosa e inaccettabile”, sottolineando che è andato oltre il limite quando Albanese ha detto al sindaco: “ti perdono, ma non ripeterlo più”, vedendola come un crescendo di estremismo.

Il rischio di un nuovo populismo

Dietro all’ascesa di Albanese, una parte del Pd teme l’emergere di un nuovo populismo, questa volta di stampo progressista. Gualmini ha notato che “la passione per Albanese” deriva da una politica mediatizzata, che si lascia guidare più dal sentiment dei social che dai contenuti reali.

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