Corridoi universitari: l’Italia accoglie altri 60 palestinesi per borse di studio amid procedure complesse

16.10.2025 17:45
Corridoi universitari: l'Italia accoglie altri 60 palestinesi per borse di studio amid procedure complesse

Italia promuove corridoi universitari per studenti palestinesi in seguito al conflitto a Gaza

Nel contesto degli sforzi del Governo italiano a sostegno della popolazione civile di Gaza, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale continua il lavoro sui “corridoi universitari” per accogliere nel Paese palestinesi destinatari di borse di studio nell’ambito del Progetto IUPALS (Italian Universities for Palestinian Students) della CRUI, riporta Attuale. Dopo l’arrivo del primo gruppo di 39 studenti e ricercatori all’inizio di ottobre, la Farnesina prevede l’accoglienza di un nuovo contingente di circa 60 persone, comprendente studenti e familiari.

Tuttavia, le procedure di uscita rimangono complesse anche dopo la firma degli accordi di tregua. L’approvazione da parte dei governi israeliano e giordano è un requisito cruciale per il transito in Giordania. Attualmente, nei Paesi di transito sono previste solo modalità di uscita per motivi sanitari e di ricongiungimento familiare. L’instaurazione dei corridoi universitari tra Gaza e l’Italia è avvenuta grazie a intensi colloqui diplomatici; prima di tali misure, agli studenti erano concessi solo rari permessi di uscita.

Inoltre, particolarmente sensibile è la questione dell’accoglienza dei familiari degli studenti. Le politiche imposte finora dai Paesi di transito, Israele e Giordania, non permettono ai borsisti di viaggiare accompagnati dai propri familiari. Solo una volta regolarizzata la propria posizione in Italia e ottenuto il permesso di soggiorno, gli interessati possono presentare domanda di ricongiungimento familiare presso le Prefetture competenti. Fino ad oggi, l’Italia ha effettuato l’evacuazione di 429 persone per ricongiungimenti familiari.

1 Comment

  1. Ma come è possibile che ci siano così tante complicazioni? Non dovrebbe essere una cosa semplice aiutare chi ha bisogno, in particolare i giovani studenti. L’Italia sta facendo comunque un passo giusto, ma le procedure sono davvero un incubo… Forse bisognerebbe semplificarle e rendere tutto più umano.

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