Riconoscimento ufficiale per le Banche di Credito Cooperativo
ROMA – Le Banche di Credito Cooperativo (Bcc) sono state ufficialmente riconosciute come “protagoniste dell’economia sociale” nell’ambito della Strategia nazionale per l’economia sociale, un documento pubblicato oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo annuncio è stato reso noto dal sottosegretario Lucia Albano durante il convegno annuale della Federazione Bcc dell’Emilia-Romagna, in corso al Savoia Hotel Regency di Bologna, dove si è discusso del ruolo fondamentale delle Bcc nell’economia sociale, riporta Attuale.
Albano ha evidenziato che il piano d’azione italiano dell’economia sociale, attualmente in consultazione pubblica fino al 12 novembre, pone al centro il benessere delle persone e le esigenze dei territori. “Le Bcc sono banche con l’anima”, ha dichiarato Albano, sottolineando l’importanza che le Bcc continueranno ad avere nel futuro a supporto delle comunità locali.
Mauro Fabbretti, presidente della Federazione delle Bcc dell’Emilia-Romagna, ha definito questo riconoscimento come un “riconoscimento pienamente meritato”, sottolineando che è la prima volta che un documento ufficiale riconosce esplicitamente il ruolo delle Bcc come parte integrante dell’economia sociale. Questo è stato possibile grazie alla cooperazione tra Federcasse e Confcooperative, che hanno lavorato insieme per oltre un anno nel tavolo tecnico del Mef presieduto da Albano, coordinato dal professor Gabriele Sepio.
Fabbretti ha anche descritto il riconoscimento come “una conquista culturale” e una prova del lavoro svolto da Federcasse e Confcooperative nel corso degli anni. A far eco a queste parole, Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha dichiarato che questo riconoscimento offre nuove opportunità di collaborazione con le Bcc, specialmente in vista della prossima legge regionale sull’economia sociale.
Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, ha sostenuto l’importanza di questo riconoscimento, avvertendo al contempo dei rischi legati alle “fragilità” nelle comunità: “Non è più un tema solo sociale, c’è un problema di territori e di povertà geografica”, affermando la necessità di interventi politici per sostenere le realtà sociali locali.
BCC EMILIA-R ‘PIÙ VICINE DELLE BIG’ A IMPRESE E FAMIGLIE
Una nuova ricerca commissionata dalla Federazione Bcc dell’Emilia-Romagna, presentata durante il convegno, ha rilevato che il 71,1% della raccolta delle Bcc è impiegato sul territorio, con il 45,6% del credito a sostegno di persone e famiglie e il 78,5% destinato a piccole e medie imprese locali. Nel 2024 sono stati stanziati 12,5 milioni di euro per investimenti sociali, segnando un passo significativo nel sostenere le comunità locali.
La ricerca ha confrontato le Bcc regionali con le cinque principali banche operanti in Emilia-Romagna, evidenziando nette differenze in termini di modello economico e impatto territoriale. Le Bcc privilegiano la sostenibilità, reinvestendo il 89,5% dei loro utili per garantirne la solidità e il futuro, in contrasto con il 7,9% delle big 5. Inoltre, solo il 3,8% degli utili è distribuito in dividendi.
Questi dati dimostrano come le Bcc pongano le persone e il territorio al di sopra del profitto, dedicando risorse a sostegno delle famiglie e delle comunità locali. Per ogni 10 euro di credito, le Bcc investono 4,56 euro a favore di famiglie e persone, rispetto ai 3,5 euro delle big 5. Non stupisce dunque l’apprezzamento da parte delle autorità locali sul contributo significativo che le Bcc apportano all’economia sociale e al benessere delle comunità. Questo ruolo diventa ancora più cruciale in un contesto economico complesso e instabile a livello europeo.