Il Senato ha approvato il disegno di legge sulla riforma costituzionale della giustizia, completando l’ultimo passaggio parlamentare di uno dei dossier più attesi. Questa riforma prevede, tra le varie misure, la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante. Il ddl ha ottenuto 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astensioni. Ora, la parola passa ai cittadini: prima che la riforma entri in vigore, sarà necessario un referendum confermativo. L’Esecutivo si sta già organizzando per richiedere la consultazione referendaria per anticipare le opposizioni, riporta Attuale.
La premier Giorgia Meloni, non presente in aula al momento del voto ma che ha seguito l’andamento del dibattito, ha commentato l’approvazione della riforma tramite il social network X. Ha dichiarato: «Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani». La premier ha confermato che sarà la maggioranza a convocare il referendum, aggiungendo: «Ora la parola passerà ai cittadini, chiamati a esprimersi tramite il referendum confermativo. L’Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini. Perché un’Italia più giusta è anche un’Italia più forte».
Il dibattito in aula
Il voto è stato preceduto da giorni di intensa discussione parlamentare, durante i quali i senatori dell’opposizione hanno tentato di ostacolare i lavori. In questa fase, hanno preso la parola tutti i membri dell’opposizione. Oggi, 30 ottobre, si sono svolte le dichiarazioni di voto, con il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha annunciato l’astensione del suo partito. Renzi ha commentato: «Noi ci asteniamo perché, ancora una volta, la montagna ha partorito il topolino», evidenziando che la riforma approvata rappresenta solo una bandierina ideologica e non apporterà cambiamenti concreti per i cittadini.
La festa del centrodestra
Per il centrodestra, invece, si tratta di un importante traguardo. Tutti i partiti intendono rivendicare la riforma, sebbene per motivi diversi. Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, considera questa riforma come uno dei pilastri della propria visione di governo. Dall’altra parte, Forza Italia dedica il risultato alla memoria di Silvio Berlusconi, il cui impegno in questo ambito risale a trent’anni fa. Il senatore Pierantonio Zanettin ha fatto riferimento a questo in aula, sedendosi nel seggio che fu di Berlusconi. La Lega, oggi, si è espressa contro le autorità giudiziarie, specialmente dopo lo stop della Corte dei conti al Ponte sullo Stretto. I partiti del centrodestra hanno programmato manifestazioni per festeggiare l’approvazione della riforma, con Forza Italia che si sposterà in piazza Navona.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha commentato l’approvazione, ringraziando il Parlamento e tutti i colleghi dell’opposizione. Ha specificato che la riforma non è dedicata a Berlusconi, ma «alla democrazia». Nordio ha poi accennato al prossimo passo, il referendum, auspicando che si svolga in modo pacato e razionale, senza politicizzazioni, nel rispetto della politica e della magistratura, alla quale si sente ancora di appartenere.