Luciano Violante: “Voterò no, troppa autonomia per i pm”

31.10.2025 06:45
Luciano Violante: "Voterò no, troppa autonomia per i pm"

Critiche alla riforma giudiziaria da Luciano Violante

Luciano Violante, ex presidente della Camera, ha espresso un giudizio negativo sulla riforma costituzionale sull’ordinamento giudiziario, sottolineando che non si occupa realmente di giustizia o diritti dei cittadini, ma è un tentativo di riequilibrio tra politica e magistratura che, secondo lui, potrebbe portare a conseguenze indesiderate, riporta Attuale.

Violante ha avvertito che la riforma potrebbe amplificare l’influenza dei magistrati sui mezzi di comunicazione e nei confronti della politica e della società. “La riforma non riguarda né la giustizia né i diritti dei cittadini”, ha dichiarato. “Temo che gli effetti saranno diversi da quelli voluti.” Inoltre, ha evidenziato che la separazione delle carriere, già presente con la riforma Cartabia, non porterà i risultati sperati, aumentando piuttosto il potere dei pubblici ministeri.

Il rischio, secondo Violante, è che si crei una “casta” di magistrati senza vincoli gerarchici e autoamministrata. “Ci sarà o l’esigenza del controllo politico, come in tutti i Paesi con questa separazione, cosa non auspicabile, oppure si andrà verso una ‘riforma della riforma’”, ha avvertito.

Riguardo al sorteggio dei membri del Consiglio superiore della magistratura (Csm), ha affermato che i sorteggiati apparterranno comunque a correnti, continuando a operare come gruppi autonomi una volta eletti. Sull’istituzione della corte disciplinare, ha sottolineato che molte dipenderà dalle norme che ne definiranno il funzionamento, sollevando dubbi sulla disparità di trattamento tra le varie magistrature.

Violante ha descritto l’intento di riequilibrio tra politica e magistratura come un obiettivo non raggiunto, avvertendo che potrebbe verificarsi, invece, un ulteriore squilibrio a favore dei magistrati. “Ricostruire un clima di rispetto reciproco è fondamentale, ma attualmente non si vedono le premesse”, ha detto, criticando il “furore ideologico”.

Infine, ha riconosciuto che la tensione tra politica e giustizia è una problematica comune a tutti i Paesi democratici, sottolineando che, indipendentemente dal colore politico, spesso i governanti vedono le regole come impacci. “I giudici devono applicare quelle regole, scritte dagli stessi politici”, ha concluso.

Violante ha confermato la sua intenzione di votare contro la legge referendaria, rispettando naturalmente le opinioni contrarie.

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