Matteo Renzi ha completato con successo la Maratona di Atene, un’impresa che il leader di Italia Viva ha definito «più dura del previsto», chiudendo la corsa in quattro ore e 10 minuti, nonostante le difficoltà. Durante l’evento, Renzi ha condiviso sui social le sue riflessioni, sottolineando la bellezza della vittoria su se stessi piuttosto che sulla competizione con gli altri, riporta Attuale.
L’ex premier, con il pettorale numero 1, ha descritto il percorso, caratterizzato da salite e discese impegnative, culminando con un caloroso sostegno da parte del pubblico negli ultimi metri. «Negli ultimi seicento metri c’erano tanti italiani a fare il tifo. Una ragazza mi ha dato una bandiera italiana, quel tricolore che ci unisce e che vogliamo onorare sempre. È stato emozionante», ha commentato Renzi, descrivendo il momento in cui è entrato nello stadio delle prime Olimpiadi moderne con il simbolo italiano in mano.
Renzi ha inoltre collegato la sua esperienza sportiva a una riflessione più ampia sull’importanza culturale e valoriale di Italia e Grecia. «In quegli ultimi 200 metri ho pensato che Italia e Grecia non saranno le economie più forti del mondo, ma sono due superpotenze culturali e valoriali. In un mondo algido e burocratizzato, è bello emozionarsi per lo sport, la cultura, la filosofia, persino per la politica».
L’ex presidente del Consiglio ha richiamato alla mente anche i giorni del 2015, quando difese la permanenza della Grecia nell’Unione europea durante la crisi del debito, affermando: «Pensavo allora che Atene avesse bisogno dell’Europa, ma che anche l’Europa avesse bisogno di Atene. Perché non c’è futuro senza storia, non c’è sviluppo senza cultura, non c’è comunità senza politica».
L’impegno per i 50 anni
La partecipazione alla Maratona di Atene faceva parte di una lista di 50 sfide che Renzi si era posto al compimento dei 50 anni. «Quando ho compiuto 50 anni, ho stilato una lista di 50 sfide da affrontare, tutte personali, tutte contro me stesso. La vita è un dono straordinario e non va mai data per scontata: rimettersi in gioco è una gioia», ha dichiarato sui social prima della gara. «Tra queste sfide c’era anche completare la Maratona di Atene. Non una maratona qualunque, ma LA maratona. Ricordo ancora le lezioni al Liceo Classico, quando traducevamo le versioni e scoprivamo come quella civiltà avesse cambiato per sempre l’umanità. Ho sempre sognato di correre il percorso da Maratona ad Atene, sperando, naturalmente, di non finire come Filippide».