Chiara Ferragni: la Procura chiede una condanna di 1 anno e 8 mesi per truffa aggravata
La situazione di Chiara Ferragni si fa sempre più complicata: la Procura ha richiesto una condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa aggravata, legata ai noti casi di pubblicità ingannevole che hanno scosso la sua immagine e i suoi affari. Questo avviene a distanza di un anno dal Pandoro gate, quando, a dicembre 2022, lo scandalo aveva già iniziato a minare la sua reputazione. Le indagini hanno rivelato come tra il 2021 e il 2022 l’influencer abbia ingannato follower e consumatori, generando profitti ingiustificati su vendite di prodotti come il Pandoro Pink Christmas e le uova di Pasqua, pubblicizzando beneficenza per circa 2,2 milioni di euro che non è stata realmente effettuata, riporta Attuale.
Ieri, per eludere i fotografi, Ferragni si è presentata presto alla Procura, dove si sono svolti gli interventi dei pubblici ministeri Christian Barilli e l’aggiunto Eugenio Fusco, i quali hanno descritto il suo ruolo centrale nelle campagne pubblicitarie che hanno portato alla frode. Hanno sottolineato che la fiducia dei milioni di follower di Ferragni ha amplificato la diffusione della truffa, e che la sua società aveva l’ultima parola sugli accordi commerciali con Balocco e Cerealitalia. La richiesta di condanna riguarda anche il suo ex braccio destro, Fabio Damato, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, entrambi coinvolti in vario modo nel caso.
Nell’aula del processo, dove l’associazione Casa del consumatore è rimasta come parte civile, Ferragni ha espresso ottimismo di fronte alle telecamere, affermando: “Sono fiduciosa, scusate ma non posso dire altro”. Invece, in un’intervento davanti al giudice, ha difeso la sua posizione, evidenziando le numerose iniziative benefiche svolte negli anni. Riguardo ai due casi specifici, ha dichiarato: “Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto in buona fede, nessuno di noi ha lucrato”. Il 19 dicembre è previsto il turno della difesa, mentre la sentenza sarà emessa a metà gennaio.