Luca Mercalli: “La scelta di vivere isolati è difficile in Italia senza una comunità”

29.11.2025 11:55
Luca Mercalli: “La scelta di vivere isolati è difficile in Italia senza una comunità”

Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico, ha condiviso la sua esperienza nel libro “Salire in montagna”, pubblicato a settembre 2020, evidenziando come la scelta di vivere in montagna risponda all’esigenza di fuggire dal riscaldamento globale e dalle estati sempre più calde nelle città. Mercalli, che vive per sei mesi all’anno in una baita nella borgata Vazon, alta Val di Susa, racconta di una vita semplice in una comunità di venti case, dove la socialità è garantita dai vicini, che includono cervi e cinghiali, e dove ci si aiuta a vicenda e ci si relaziona con il Comune, riporta Attuale.

In un’intervista a Vita, Mercalli affronta la questione della scelta di vita radicale, paragonando la sua esperienza a quella della famiglia di anglo-australiani Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, che hanno deciso di vivere in una piccola baita con i loro tre figli. Mercalli evidenzia che, mentre è possibile scegliere di vivere in modo sostenibile, ciò risulta complicato in un Paese come l’Italia con una struttura sociale complessa. Egli osserva: “Non possiamo pensare di evitare la dimensione della comunità”.

“In un Paese come l’Italia non è possibile astrarsi completamente dalla società”

Mercalli pone l’accento sul fatto che l’isolamento, sebbene possa sembrare attraente, deve confrontarsi con le realtà sociali contemporanee. “La casetta nel bosco è un topos antico”, afferma, ricordando l’esperienza di Henry David Thoreau. Oggi, secondo Mercalli, “abbiamo strutture sociali diverse; in Italia non è possibile vivere isolati come si potrebbe fare in territori selvaggi”. L’opinione di Mercalli è sostenuta dalla sua esperienza: vive in una comunità montana, ha accesso ai servizi e partecipa attivamente alla vita sociale della sua borgata.

Aumentano in Italia esperienze neorurali e villaggi ecologici

La famiglia di Palmoli non è un caso isolato; rappresenta un trend crescente in Italia, dove sempre più persone cercano di allontanarsi dalle città per vivere a contatto con la natura. Questo movimento include esperienze di vita essenziale e autosufficiente, motivate da ideali ecologici e filosofie alternative. In Italia, la Rete Italiana Villaggi Ecologici riunisce numerose comunità ecologiche, promuovendo forme di coabitazione sostenibile. Attualmente, le comunità riconosciute sono 23, ma il numero totale di esperienze attive in tutto il Paese arriva a circa ottanta-novanta.

“Nathan Trevallion e Catherine Birmingham non hanno scelto il Paese adatto per farlo”

Mercalli sottolinea che coloro che scelgono uno stile di vita isolato devono considerare l’integrazione nella società. Egli evidenzia che la vita da eremiti è impraticabile in Italia, dove le persone possono beneficiare dei servizi mantenendo una rete sociale. “Se stai male, hai bisogno di un ospedale; non puoi ignorare la comunità”, avverte. Per Mercalli, la scelta della famiglia di Palmoli di vivere in isolamento non è praticabile poiché l’Italia è densamente popolata e richiede un’ interazione con i vicini per una vita sociale autentica.

“Oggi si può vivere in modo ecologico senza una visione così radicale”

Mercalli conclude con una riflessione sulle opportunità moderne di vivere in modo ecologico senza rinunciare a tutte le comodità. Descrive come, nella sua valle, con l’uso di energie rinnovabili e un’abitazione ristrutturata per il risparmio energetico, sia possibile mantenere un equilibrio tra sostenibilità e vita quotidiana. Egli afferma: “L’ecologia moderna deve essere collettiva”. Anche se esistono eccezioni di vita radicale, Mercalli sottolinea che per la maggior parte delle persone la vita in comunità è fondamentale e arricchente, portando gioia e supporto reciproco.

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