Pokrovsk, la cintura di fortificazioni da 50 chilometri tra Kramatorsk e Sloviansk

10.12.2025 07:05
Pokrovsk, la cintura di fortificazioni da 50 chilometri tra Kramatorsk e Sloviansk

La Resistenza di Kramatorsk e la Strategia Russa in Donetsk

DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – La città di Kramatorsk continua a resistere sotto l’assalto russo, la cui caduta potrebbe aprire la strada verso Kharkiv. La situazione attuale è caratterizzata da una cintura difensiva lunga 50 chilometri, composta da fortificazioni, trincee e filo spinato, situata tra Kramatorsk e Sloviansk, passando per Druzhkivka e Kostiantynivka, lungo l’autostrada H-20, riporta Attuale.

Il Cremlino è consapevole che occupare l’intera regione di Donetsk senza ulteriori combattimenti, dopo 45 mesi di guerra, significherebbe ereditare una fortezza costruita a spese dell’Ucraina in undici anni di conflitto, fungendo da trampolino per future avanzate verso le regioni di Kharkiv e Dnipropetrovsk. Questo approccio consentirebbe di risparmiare risorse umane e materiali.

Per ottenere il pieno controllo della regione di Donetsk, Mosca deve ancora conquistare quasi 7.000 chilometri quadrati, un terzo della regione in cui vive circa un quarto di milione di persone. La battaglia di Bakhmut, che è durata quasi un anno, ha comportato la perdita di decine di migliaia di soldati e mercenari della Wagner. Anche l’assalto ad Avdiivka ha visto schierati 120 mila militari, con perdite devastanti. Città come Kostyantynivka e Chasiv Yar, tra le altre, continuano a resistere, bloccando l’avanzata russa.

Il conflitto si è intensificato nella battaglia per Pokrovsk, conosciuta come la “porta di Donetsk”, che è entrata nel suo secondo anno. Nonostante le dichiarazioni di Mosca, recenti segnalazioni indicano soldati ucraini che issano la bandiera di Kiev nella parte settentrionale della città, evidenziando la guerra di propaganda in corso.

I dati sui caduti sono imprecisi. Kiev stima che Mosca abbia schierato circa 170 mila uomini per conquistare Pokrovsk, equivalente a massicci contingenti militari. Secondo fonti, più di 6.500 ucraini sarebbero stati uccisi in questa battaglia, mentre le perdite russe nel 2025 sono impressionanti, con stime che superano i 392 mila tra morti e feriti, e si prevede che supereranno le 400.000 perdite entro la fine dell’anno.

Nonostante il dispiegamento di un numero crescente di soldati, le forze russe rimangono lontane dall’obiettivo di conquistare la regione di Donetsk. Assediare città come Kramatorsk e Sloviansk richiederebbe, al ritmo attuale, almeno altri due anni e costerebbe centinaia di migliaia di vite umane, oltre a una enorme spesa in armi. Molti analisti avvertono che una possibile cessione del Donetsk sarebbe irrazionale e immorale, date le lezioni della storia e il contesto attuale.

Accettare condizioni territoriali richieste da Mosca potrebbe evocare il precipizio della Seconda guerra mondiale, quando concedere territori a Hitler portò a un conflitto devastante. Tuttavia, alcuni osservatori sostengono che una cessione potrebbe essere un “prezzo ragionevole per la pace”, simile a eventi storici del passato, rendendo chiaro che il futuro della regione dipende da scelte delicate e difficili.

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