Conflitto tra il tribunale dei minorenni e il ministero sulla vicenda della famiglia nel bosco
Il tribunale dei minorenni dell’Aquila ha scritto con “urgenza” al Csm, respingendo per il momento le ulteriori richieste del ministero riguardo alle verifiche sulla controversa vicenda giudiziaria della famiglia nel bosco, riporta Attuale. Questo conflitto, che si riapre dopo mesi di silenzio, ha avuto inizio lo scorso 6 marzo, quando i giudici hanno ordinato l’allontanamento della madre dai suoi tre figli, attirando l’attenzione sulla coppia australiana che viveva a Palmoli in un contesto “neorurale”.
L’Anm ha difeso i magistrati coinvolti, avvertendo sui rischi di “interferenze” provenienti dagli uffici di via Arenula. Tuttavia, i magistrati del ministero hanno risposto affermando che “tutti gli accertamenti finora svolti sono stati rispettosi della normativa che, peraltro, non richiede l’osservanza di particolari formalità nella conduzione dell’inchiesta amministrativa”. Hanno inoltre sottolineato che le loro attività sono “strettamente connesse e necessarie per acquisire informazioni al fine di adempiere al meglio l’incarico ricevuto dal ministro Carlo Nordio“.
Le prime indagini erano state avviate il 13 marzo, pochi giorni prima del referendum, quando la premier Giorgia Meloni aveva espresso critiche nei confronti della decisione del tribunale dei minorenni dell’Aquila di separare Catherine Birmingham dai figli.