
Dopo giorni di incertezze, oggi il Senato ha votato la fiducia al maxiemendamento alla Legge di Bilancio, con 113 voti favorevoli, 70 contrari e 2 astenuti. Questa approvazione, che giunge prima delle festività natalizie, ha però scatenato la reazione dell’opposizione: i senatori del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si sono alzati, mostrando striscioni recanti la scritta «Voltafaccia Meloni», riporta Attuale.
Inoltre, alcuni membri del Movimento 5 Stelle hanno esposto un opuscolo intitolato «Tre anni di tasse», donato a Giorgia Meloni da Giuseppe Conte durante un’intervenzione alla Camera lo scorso ottobre, che mette in evidenza le contraddizioni delle politiche fiscali dell’attuale governo.
I quattro cartelli esposti
Quattro striscioni sono stati mostrati in Aula, evidenziando le promesse non mantenute del governo. Uno di essi dichiarava: «Promettevano l’abolizione delle accise, aumentano le tasse sul carburante. Voltafaccia Meloni». Un altro affermava: «Promettevano l’abolizione della Fornero, aumentano l’età pensionabile. Voltafaccia Meloni». Un terzo recitava: «Promettevano investimenti in sanità, tagliano le risorse. Voltafaccia Meloni». Infine, l’ultimo riportava: «Promettevano la diminuzione delle tasse, ma è record di pressione fiscale. Voltafaccia Meloni».
La critica di Ignazio La Russa
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha risposto alle contestazioni con una nota sarcastica: «Ecco gli immancabili cartelli. Alla maggioranza dico che, quando ero capogruppo, preparavo i contro-cartelli. Ora potete abbassarli, per favore?».
Boccia: «Meloni è l’incoerenza fatta persona»
Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, ha descritto la protesta come una reazione a un palpabile voltafaccia di Meloni rispetto alle sue promesse elettorali del 2022. «Giorgia Meloni è l’incoerenza fatta persona», ha affermato, evidenziando che le accise sono aumentate e le pensioni diminuite sotto l’attuale governo. «La lista è lunga di promesse non mantenute, e la più grossa è su sanità e pensioni», ha concluso Boccia.