Andrea Sempio e Alberto Stasi: due figure opposte nel delitto di Garlasco

30.04.2026 19:35
Andrea Sempio e Alberto Stasi: due figure opposte nel delitto di Garlasco

Il Delitto di Garlasco: Riflessioni su un Caso di Cronaca Nera che Divide l’Opinione Pubblica

Dopo 18 anni, Stasi e Sempio tornano a riflettersi nello stesso specchio nero: quello del delitto di Garlasco. Da una parte Alberto Stasi, il fidanzato. Dall’altra Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, frequentatore della villetta di via Pascoli. Traiettorie opposte che oggi si guardano da sponde diverse dello stesso abisso: una nasce dentro l’intimità, l’altra viene chiamata a rispondere dalla periferia del legame. In mezzo c’è lei, Chiara Poggi. Uccisa nella propria casa, nel luogo in cui il corpo abbassa le difese, dove si apre la porta e si crede di essere al sicuro. Chi è dunque il suo assassino?, riporta Attuale.

La biografia di Sempio non restituisce il profilo del mostro da copertina, ma quello di una figura quasi fuori asse: capelli lunghi, aria introversa, postura da nerd. Per questo il movente ipotizzato dell’approccio sessuale respinto va maneggiato con il bisturi. Perché un rifiuto nasce da un contatto. Se tra Sempio e Chiara, come emerso fino ad oggi, non c’era un rapporto diretto, la domanda è feroce: da dove arriverebbe quell’odio?

Qui entra in gioco la vittimologia. Chiara era una ragazza riservata, non esposta a dinamiche ambigue. Per reggere, questa ricostruzione pretende molto. Pretende che lei apra in pigiama. Pretende che Sempio conoscesse ogni suo spostamento, sapesse quando Stasi non era con lei e si accollasse il rischio di essere scoperto mentre la uccideva. Ma una ragazza riservata non apre la propria casa né concede un frammento così intimo come la colazione, a una presenza qualunque.

Si discute degli scritti di Sempio. Forse ambigui. Ma le parole scritte non hanno sangue sulle mani. Dunque no. Non basta infilare tre parole approccio, rifiuto, odio e chiamarle movente. Perché più che psicologia, rischia di diventare sartoria narrativa che si cuce addosso al mostro ideale. Per giunta, analizzando le foto dell’epoca, Sempio non sembrava avere un’attitudine stilistica compatibile con una scarpa come la Frau. Il suo modo di presentarsi raccontava altro.

Stasi, dal punto di vista personologico, ha sempre incarnato l’esatto opposto di Sempio. All’epoca laureando magistrale in Bocconi, è descritto come ambizioso e acculturato. Di buona famiglia. Educato nei modi, composto nei gesti, apparentemente affidabile. Insomma, il dottor Stasi era, sulla carta, il fidanzato che ogni famiglia avrebbe potuto desiderare per la propria figlia. Lo è stato fino all’epilogo giudiziario che lo ha consegnato alla storia processuale come l’assassino della fidanzata.

Dunque, oggi la domanda non è chi faccia più paura rileggendo foto, biglietti e ombre del passato. È molto più scomoda. Chi poteva avvicinarsi a Chiara senza sembrare un pericolo? Perché il mostro perfetto, spesso, non è quello che spaventa da lontano. È quello che la vittima riconosce da vicino.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere