Proteste antigovernative in Iran: almeno 35 morti e 1.200 arresti
In Iran, almeno 35 persone sono state uccise e circa 1.200 arrestate durante le proteste antigovernative che vanno avanti da 10 giorni, causate dal malcontento della popolazione per l’alta inflazione e il cattivo stato dell’economia, riporta Attuale.
Le informazioni disponibili sono limitate e provengono principalmente da media operanti all’estero, poiché la libertà di stampa è inesistente nel paese. L’agenzia di stampa iraniana Human Rights Activists News Agency (HRANA), che dissemina notizie attraverso testimonianze e fonti locali, ha confermato che il bilancio delle vittime potrebbe essere ancora più elevato. Martedì, un sit-in di protesta ha avuto luogo nel grande bazar di Teheran, un’importante area commerciale, dove la polizia ha usato lacrimogeni per disperdere i manifestanti.
Le manifestazioni sono iniziate domenica 28 dicembre, in risposta al drastico deprezzamento del rial, la valuta locale, rispetto al dollaro. Da quel momento, sono state organizzate proteste in 27 delle 31 province del paese. Nel suo primo discorso pubblico dall’inizio dei disordini, il leader supremo dell’Iran, Ali Khamenei, ha definito i manifestanti “ribelli” e ha chiesto la loro repressione.
L’economia iraniana è in crisi da anni, a causa di fattori interni come l’incapacità del governo di gestire la situazione economica, che ha trasformato l’inflazione in un problema strutturale, e fattori esterni, tra cui le sanzioni occidentali imposte nel 2018 dopo il fallimento dell’accordo sul nucleare causato dal ritiro degli Stati Uniti. L’elevata inflazione rende difficile anche le transazioni quotidiane, costringendo i cittadini a gestire grandi quantità di banconote per gli acquisti.