Sindaco di Bologna chiede maggiore sicurezza nelle stazioni dopo l’omicidio del capotreno

08.01.2026 03:05
Sindaco di Bologna chiede maggiore sicurezza nelle stazioni dopo l'omicidio del capotreno

Omicidio di un capotreno a Bologna: il sindaco chiede misure urgenti per la sicurezza nelle stazioni

Bologna, 8 gennaio 2026 – Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha espresso preoccupazione dopo l’omicidio di Alessandro Ambrosio, un capotreno accoltellato nella zona della stazione. Lepore ha sollevato interrogativi riguardo all’efficacia delle misure di sicurezza, sottolineando che è necessario un piano urgente di messa in sicurezza degli scali ferroviari in tutto il Paese. “La sicurezza è la bandiera di questo governo e la protezione delle stazioni è al centro dell’azione del ministero dell’Interno, ma vedendo che cosa è accaduto a Bologna e che cosa accade quotidianamente, qualcosa non sta funzionando”, riporta Attuale.

Il sindaco ha puntato il dito contro il ministero dell’Interno, indicando che il Viminale è stato “in silenzio” riguardo all’accaduto. L’unico sospettato dell’omicidio è Marin Jelenic, che era già noto alle forze dell’ordine.

“Non ho ancora sentito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La convocazione del Comitato per l’ordine pubblico tarderà, e l’ho richiesta con urgenza. È inaccettabile che un ragazzo di 34 anni venga ucciso in stazione”, ha continuato Lepore, citando anche le parole del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha dichiarato che i numeri degli agenti nelle stazioni sono insufficienti. “Il silenzio imbarazzato del Viminale è grave. Noi tendiamo la mano al governo, ma siamo stanchi di rispondere alle offese del centrodestra”.

La situazione ha innescato una dura polemica politica. Lepore ha denunciato il “vergognoso scaricabarile” da parte del centrodestra e ha affermato che le responsabilità per i crimini non ricadono sui sindaci o sulle politiche di accoglienza che rispettano la legge. “Se il governo non riesce a fare espulsioni, non scarichi i problemi sui sindaci”, ha detto il sindaco, chiedendo collaborazione.

“Sì, abbiamo firmato un patto con Piantedosi per la sicurezza di Bologna, ma il ministro non ha firmato l’anno scorso. Ha assunto impegni, come l’invio di 60 nuovi poliziotti, ma attendiamo ancora i risultati. Il Comune ha investito 4 milioni di euro per assumere 160 nuovi agenti di polizia locale e raddoppiato i vigili in Bolognina”, ha chiarito Lepore, richiedendo lealtà e collaborazione dal governo.

“Come è possibile che un capotreno venga accoltellato in un’area riservata al personale, dov’è presente solo una barriera automatica? Questa zona doveva essere monitorata dalla Polfer, ma si è dimostrata sguarnita di personale. Come è possibile che la stazione più importante del Paese sia custodita in questo modo?”, ha incalzato il sindaco.

Il sospettato dell’omicidio ha un lungo passato di reati. “Come può una persona con precedenti penali entrare nelle stazioni senza controllo, soprattutto in un momento di crescente tensione internazionale? I sindaci possono fare poco se certe persone girano impunemente”, ha concluso Lepore, chiedendo un’assunzione di responsabilità da parte del governo.

Nonostante l’area della stazione di Bologna sia stata dichiarata “zona rossa”, il sindaco ha avvertito che “non basta, è solo un palliativo”. Inoltre, il prefetto di Bologna, Enrico Ricci, non ha escluso l’installazione di tornelli e ha promesso maggiori controlli e videocamere. “La stazione è la zona più videosorvegliata della città, ma l’idea dei tornelli è in discussione da vent’anni. Abbiamo bisogno di più di questo”, ha dichiarato. Il comune è atteso a maggiori investimenti per migliorare la sicurezza della stazione.

1 Comment

  1. Non posso credere che una cosa del genere sia successa a Bologna! La sicurezza nelle stazioni è diventata una questione seria e non basta dichiarare “zona rossa” per risolvere il problema. Serve un impegno vero, non solo parole!!! Come si può pensare che un capotreno possa essere accoltellato in un luogo così pubblico? È inaccettabile.

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