La famiglia Roggero chiarisce: “Non fu una spedizione punitiva, ma istinto paterno”

19.07.2026 10:25
La famiglia Roggero chiarisce: “Non fu una spedizione punitiva, ma istinto paterno”

Roma, 19 luglio 2026 – Non si tratta di una spedizione punitiva, bensì di un istinto di protezione paterna. Questa è la posizione della famiglia di Mario Roggero riguardo agli eventi del 2005 che coinvolsero una lite con il fidanzato di una delle figlie, in cui Roggero estrasse una pistola minacciando anche i genitori del giovane. Nel 2007, Roggero patteggiò per evitare una condanna. Attualmente, è stato condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo, ed è ora recluso presso il carcere milanese di Bollate, riporta Attuale.

“Si gioca a mistificare la realtà”

I familiari di Roggero, in un post sui social, affermano: “Perché si gioca a mistificare gli atti e a calpestare la verità, tentando di insinuare che Mario fosse autore di una spedizione punitiva mai avvenuta? Si trattava invece di istinto di protezione paterna.” Spiegano che l’episodio avvenne 21 anni fa, ossia 16 anni prima dei fatti per cui è stato condannato, e dunque senza alcun legame.

“È importante ricordare che questo episodio era già noto nel processo di primo grado,” aggiungono i familiari, sottolineando la natura isolata dell’evento. Criticano la pressione mediatica attuale, affermando che Mario non dovrebbe subire una ulteriore gogna mediatica per un fatto avvenuto così tanto tempo fa.

Cosa accadde quella notte del 2005 (secondo la famiglia Roggero)

La famiglia Roggero insiste che i dettagli dell’episodio sono stati distorti: “Quella notte, il fidanzato non si limitò a darle qualche schiaffo, ma la colpì con pugni che le causarono lesioni, seguiti da un duplice tentativo di investimento con l’auto, lasciandola in preda al terrore in una strada isolata. Non si è trattato di un semplice litigio tra giovani”.

Meloni: “Pena sproporzionata”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime la sua opinione sul caso affermando: “Non si possono dare 8 anni a pedofili e meno di 10 anni a casi di stupri di gruppo e poi condannare a morire in carcere un gioielliere. C’è un problema di proporzionalità delle pene.” Meloni rivela di aver chiesto al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, di attivarsi per una pratica di grazia per Roggero, sottolineando: “Ho detto io di andare avanti, bisogna chiamare le cose con il loro nome.” Inoltre, chiarisce che la prerogativa della grazia spetta esclusivamente al Quirinale, pur riconoscendo il diritto del Guardasigilli di gestire il procedimento.

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