Trump ordina il ritiro degli Stati Uniti da oltre 60 trattati internazionali
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato il ritiro del paese da più di 60 trattati internazionali, di cui circa la metà appartiene all’ONU, riporta Attuale. Questi accordi includono convenzioni relative alla lotta contro il cambiamento climatico e programmi di salute riproduttiva, temi su cui l’amministrazione Trump ha mostrato scetticismo e opposizione.
Secondo l’amministrazione statunitense, tali organizzazioni «erodono l’indipendenza degli Stati Uniti e sprecano i soldi dei contribuenti» impiegandoli in obiettivi considerati inefficaci o ostili, tra cui politiche radicali riguardanti il cambiamento climatico e la governance globale, che contrastano con la sovranità e la forza economica statunitensi.
La lista dei ritiri è stata compilata in circa un anno; a febbraio 2025, Trump aveva richiesto di rivedere tutte le organizzazioni internazionali di cui gli Stati Uniti sono membri o alle quali forniscono finanziamenti, per identificare quelle contrarie agli interessi americani.
Il documento finale include 66 organizzazioni, delle quali 31 sono parte dell’ONU, un organismo criticato da Trump in molteplici occasioni. Durante l’Assemblea generale di settembre, il presidente ha descritto l’ONU come avente «un gran potenziale», ma ridotto a «parole vuote». Le altre 35 sono organizzazioni indipendenti e accordi commerciali, anche minori.
Tra i trattati di maggiore rilevanza vi è l’UNFCCC, il trattato delle Nazioni Unite che organizza ogni anno conferenze sul clima (COP), a cui partecipano 200 paesi. Trump ha definito la crisi climatica «un imbroglio» e, già durante il suo primo mandato, aveva ritirato gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi del 2015, l’accordo internazionale più significativo per la riduzione delle emissioni e il contenimento del riscaldamento globale. Durante l’ultima COP, tenutasi a novembre a Belem, in Brasile, la presenza statunitense è stata quasi assente.
Gli Stati Uniti si ritireranno anche dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), composto da scienziati che studiano gli effetti del cambiamento climatico e pubblicano annualmente rapporti sul tema. Nonostante questo, già l’anno scorso gli Stati Uniti avevano limitato la loro partecipazione e ostacolato il viaggio di alcuni scienziati in Cina per l’attività del gruppo.
La lista include anche il Forum globale sulle migrazioni, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), accusato in passato da politici conservatori di promuovere l’aborto, e il Forum globale contro il terrorismo, fondato da 29 paesi insieme all’Unione Europea.
Per quanto riguarda i trattati ONU, il ritiro richiederà almeno un anno per diventare ufficiale, dato che gli Stati Uniti dovranno presentare una richiesta formale. Dato che alcuni accordi, come l’UNFCCC, hanno necessitato di ratifica da parte del Congresso, non è chiaro se il presidente possa procedere senza ulteriori approvazioni. La Corte Suprema non si è mai espressa su questa questione, che resta dibattuta.
In passato, Trump ha già ordinato il ritiro da altri organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità, l’UNESCO e il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.