Nathan Trevallion: “I miei figli vivono in ansia costante e litigano fra loro”

09.01.2026 08:45
Nathan Trevallion: “I miei figli vivono in ansia costante e litigano fra loro”

Famiglia del bosco a Palmoli: condizioni di vita destano preoccupazioni

Roma, 9 gennaio 2026 – “Sono in uno stato costante di agitazione e ansia. A volte litigano fra di loro, cosa che prima non facevano. Sono spesso arrabbiati l’uno con l’altro e, quando per me arriva il momento di andare via, cercano di fare qualcos’altro, come se volessero sfuggire a ciò che provano”, riporta Attuale.

Queste parole appartengono a Nathan Trevallion, il padre della famiglia inglese che vive nel bosco di Palmoli. In un‘intervista a La Stampa, Trevallion esprime la sua preoccupazione per il benessere dei suoi figli. “In quei momenti – aggiunge – avverto la grande tristezza che c’è in loro. È come se volessero dirmi di non capire perché il loro papà deve tornare a casa da solo e lasciarli lì”.

“Sono tutti estremamente felici – prosegue Trevallion – nel vedere che il loro papà è venuto a trovarli. Ci abbracciamo, ci baciamo con grande affetto. Ripeto loro continuamente che papà li adora”, dichiara, evidenziando il forte legame affettivo che persiste nonostante le difficoltà.

Cosa chiedono i bambini? “Quando potranno tornare a casa. È tutto ciò che vogliono. Tornare a casa e vivere con i nostri animali, nella natura, rispettando le regole”, afferma Trevallion. “Stiamo facendo tutto il possibile – prosegue – per aiutarli a riconquistare il nostro amore, il nostro affetto, la nostra considerazione di genitori.”

La situazione è ulteriormente complicata. Il Tribunale per i minorenni di L’Aquila ha disposto la sospensione della potestà genitoriale per Trevallion e la sua compagna Catherine Birmingham riguardo ai loro tre figli, di età compresa tra i 6 e gli 8 anni, attualmente allocati in una casa famiglia. Il provvedimento include anche l’allontanamento dei bambini dalla dimora precaria in cui vivono, un rudere fatiscente privo di utenze.

“Cosa è stato raccontato di sbagliato?”, si chiede Trevallion. “La nostra – risponde – è una condizione di vita molto comune negli ambienti rurali, nella vita di tante famiglie e in ogni parte del mondo. Non siamo i soli, fortunatamente, ad avere sposato una certa filosofia di vita che rifiuta il consumo delle risorse della terra senza porsi mai delle domande su dove sta andando il mondo e cosa è più giusto fare per i propri figli.”

Infine, Trevallion concluse dicendo: “Il sistema giudiziario farà il suo lavoro e la verità verrà a galla. Noi genitori non abbiamo fatto nulla di male e speriamo di poter tornare a vivere felicemente con i nostri bambini, in piena armonia con la natura e la nostra libertà. Non chiediamo altro. E siamo pronti a rispettare le regole di base stabilite per la protezione dei bambini.”

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