Crisi nel Partito per la Libertà nei Paesi Bassi: sette deputati si dissociano da Geert Wilders
Il leader dell’estrema destra olandese, Geert Wilders, affronta la sua peggiore crisi interna nella storia del Partito per la Libertà (PVV), con la partenza di sette deputati dal gruppo parlamentare, riducendo il numero dei seggi del partito da 26 a 19, e perdendo così il suo status di principale forza di opposizione, riporta Attuale.
La crisi è iniziata martedì scorso, quando sette deputati hanno annunciato la loro exit. Questa defezione rappresenta un evento senza precedenti nella storia del PVV, che ha sempre mantenuto un controllo rigoroso e centralizzato da parte di Wilders. Sebbene in passato ci siano state alcune rare defezioni, mai si era giunti a una situazione in cui così tanti membri lasciassero il partito contemporaneamente.
Gli scissionisti, delusi dai risultati ottenuti alle recenti elezioni – in cui il PVV è giunto secondo dopo essersi ritirato dal governo – hanno contestato la gestione di Wilders, accusando la leadership di scarsa presenza durante la campagna elettorale. In una lettera trapelata sui media, i sette hanno richiesto “una maggiore democrazia interna” e l’apertura del partito, chiedendo di poter votare sulla leadership e criticando Wilders per la sua mancanza di dialogo.
Nella lettera, i dissidenti affermano che il PVV “è più di un uomo con un account su Twitter”, sottolineando così la centralità della figura di Wilders nella comunicazione del partito. In risposta, Wilders ha dichiarato sui social media che si trattava di “un giorno buio” per il PVV, ma successivamente ha eluso le domande dei giornalisti riguardo alla crisi. Altri esponenti del partito, come il deputato Dion Graus, hanno attaccato i dissidenti etichettandoli come “ammutinati” e “ratti”.
Il principale dissidente è Gidi Markuszower, deputato dal 2017, noto per non aver superato il controllo di sicurezza richiesto dai servizi segreti olandesi a causa di contatti con il Mossad, l’intelligence israeliana. Questo lo ha escluso dalla carica di vice primo ministro nel governo attualmente in carica. Tale esclusione, decisa da Wilders, ha profondamente deluso Markuszower.
Nonostante le tensioni a livello nazionale, al momento non ci sono effetti evidenti a livello locale, dove il PVV sta affrontando già problematiche interne in vari comuni. Con le prossime elezioni amministrative a marzo, molti esponenti locali sembrano più propensi a mantenere un approccio unito piuttosto che alimentare conflitti interni, visto che la popolarità del PVV è fortemente legata alla figura di Wilders.
La crisi del PVV si inserisce nel contesto di negoziati per la formazione di un nuovo governo, un processo che in Olanda tende a essere lungo. Rob Jetten, leader del partito D66, è a capo di questi negoziati, cercando di formare un governo di minoranza con due partiti di centrodestra, il CDA e il VVD. Questi tre partiti insieme possiedono 66 seggi, dieci in meno della maggioranza, e dovranno cercare sostegni parlamentari per approvare le varie misure.
Il gruppo di dissidenti del PVV potrebbe formare un nuovo gruppo parlamentare e potrebbe offrire la propria collaborazione ai futuri sforzi di governo.