Il governo italiano sta preparando un nuovo decreto sicurezza, previsto per il mercoledì 4 febbraio, in seguito a crescenti preoccupazioni riguardo alla sicurezza pubblica. Tra le misure proposte si evidenziano il divieto di vendita di coltelli ai minori e uno scudo penale per le forze di polizia e altre categorie. È previsto anche un fermo preventivo di 12 ore per coloro che hanno precedenti specifici e partecipano a manifestazioni. Questo decreto mira a rispondere all’aggressione di un poliziotto a Torino, riporta Attuale.
Il decreto sicurezza
Con l’obiettivo di arrivare a una decisione definitiva nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri, il governo mira a modificare circa sessanta norme. Secondo quanto dichiarato dal ministro Matteo Piantedosi, è previsto un giro di vite per chi eccepisce contro lo Stato. “Serve una risposta ferma per evitare un’escalation, frutto di un brutto clima”, ha affermato. Al momento, il governo sta esaminando 65 nuove norme, suddivise in un decreto e un disegno di legge. Il loro contenuto e il veicolo legislativo scelto influenzeranno i tempi di entrata in vigore e le implicazioni delle norme. Preoccupazioni emergono in vista delle Olimpiadi invernali, che iniziano il 6 febbraio, e della possibile insorgenza di manifestazioni e scontri.
Il Daspo
La discussione in corso riguardo al decreto include anche l’implementazione del daspo per coloro che hanno affrontato denunce per reati contro la persona o il patrimonio nella scorsa metà decina d’anni. Inoltre, si contempla la possibilità di perquisizioni durante le manifestazioni pubbliche. Tuttavia, la proposta di richiedere una cauzione agli organizzatori di eventi pubblici è considerata poco praticabile, secondo il Viminale, che sostiene che essa potrebbe aumentare il rischio di eventi improvvisi anziché prevenirli.
La strategia di Giorgia
Il piano strategico della premier Giorgia Meloni si articola attorno a necessità politiche e diplomatiche. Da un lato, mira a fornire un forte segnale di sicurezza, affrontando al contempo le tensioni con il potere giudiziario, particolarmente in vista della campagna elettorale per il referendum sulla giustizia. Dall’altro lato, l’intento è quello di evitare conflitti con il presidente Sergio Mattarella. Gli uffici del Quirinale monitorano attentamente in particolare le misure relative ai fermi di prevenzione, che consentono alle forze dell’ordine di trattenere senza un previo controllo giuridico le “persone sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”.
L’appello all’opposizione
Meloni intende inoltre coinvolgere l’opposizione, lanciando un appello per un approccio bipartisan verso la condanna delle violenze, nell’intento di frammentare la minoranza. Per quanto riguarda lo scudo penale, il governo sembra orientato a prevedere nel decreto la sospensione automatica dell’iscrizione nel registro degli indagati di membri delle forze armate e di altri cittadini, quando l’azione è giustificata da una “evidente causa di giustificazione” o avviene nel corso di un’operazione legittima di mantenimento dell’ordine.
Ma che assurdità! Hanno paura di perdere il controllo, e ora vogliono punire anche chi partecipa a manifestazioni. Ma questo scudo penale per la polizia, non si può mettere in discussione? Non stiamo andando verso una deriva autoritaria? La sicurezza non può giustificare ogni misura…