Ergastolo per Giovanni Barreca e i due santoni nella strage di Altavilla Milicia

03.07.2026 03:15
Ergastolo per Giovanni Barreca e i due santoni nella strage di Altavilla Milicia

Strage di Altavilla Milicia: ergastolo per i colpevoli di una brutale uccisione familiare

La prima sezione della corte d’assise di Palermo ha condannato all’ergastolo Massimo Carandente, l’ex compagna Sabrina Fina e l’imbianchino Giovanni Barreca, tutti colpevoli della strage di Altavilla Milicia, avvenuta tra l’8 e l’11 febbraio 2024. Nella tragedia, Antonella Salamone e i suoi due figli, Kevin ed Emmanuel Barreca, rispettivamente di 16 e 5 anni, furono assassinati a causa di una presunta liberazione dal demonio, secondo quanto riportato dai colpevoli. In un atto di macabra violenza, il corpo di Antonella venne anche bruciato, riporta Attuale.

Il collegio, presieduto da Vincenzo Terranova con Mauro Terranova a latere, è rimasto in camera di consiglio per dieci ore senza concedere la seminfermità mentale a Barreca, come richiesto dal pubblico ministero Manfredi Lanza. Le indagini erano state condotte dalla Procura di Termini Imerese, che ha trattato il caso con la massima serietà.

Per Barreca, padre delle due vittime e marito di Antonella Salamone, era stata richiesto un ridotto fine pena di 30 anni, ma i giudici hanno stabilito che l’imbianchino fosse pienamente lucido durante i terribili eventi. Nonostante una perizia psichiatrica avesse accennato a una parziale incapacità, le evidenze presentate dalle parti civili, rappresentate dall’avvocato Floriana Salamone, hanno convinto i giudici a perseguire la linea della piena responsabilità.

A favore dei familiari delle vittime, la corte ha accordato un milione di euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva. Tutti e tre gli imputati erano presenti in aula al momento della lettura della sentenza, circondati dall’emozione dei familiari delle vittime. I genitori di Antonella Salamone, nonni dei bambini, hanno espresso il loro dolore, sottolineando che “nessuno riporterà in vita Antonella e i suoi figli”.

La strage ha coinvolto anche l’altra figlia di Barreca, Miriam, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. Condannata a 12 anni e 8 mesi nel procedimento di primo grado, è stata successivamente assolta in appello poiché ritenuta costretta a partecipare al delitto. La giovane è stata considerata incapace di intendere e di volere, avendo temuto anche per la sua vita, poiché anch’essa era ritenuta posseduta.

Giovanni Barreca ha svolto un ruolo attivo e passivo nel complotto omicida, influenzato da una realtà religiosa estrema, avvicinandosi a figure come Fina e Carandente, definiti “fratelli di Dio”, i quali si arrogavano la capacità di “liberare” dalla presenza demoniaca nel loro ambiente familiare.

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