La rete MT: il nuovo volto di RT in Europa
Una nuova rete di canali Telegram, identificata con il nome MT, sta operando almeno dal 2024 per duplicare i contenuti del canale televisivo russo RT, il cui accesso è stato bloccato nell’Unione Europea dalle sanzioni approvate il 2 marzo 2022. Secondo una recente indagine, i canali MT pubblicano sistematicamente post, video e link al sito di RT in diverse lingue, aggirando di fatto il divieto comunitario. L’operazione è particolarmente evidente sul canale ufficiale tedesco RT DE, inaccessibile in Europa, i cui contenuti vengono riproposti fedelmente su “MT News Deutsch”. Un meccanismo simile è attivo per altre lingue attraverso una costellazione di canali gemelli.
L’infrastruttura, sebbene numericamente limitata a circa 15.500 sottoscrittori complessivi, rappresenta un tentativo strutturato di mantenere un canale diretto con il pubblico europeo. I contenuti MT vengono ampiamente condivisi da media di estrema destra legati a RT, blogger politici, canali complottisti, comunità QAnon e gruppi anti-vaccinazione, creando un effetto di amplificazione a cascata. Tuttavia, questa strategia di condivisione incrociata non ha finora generato una crescita significativa del numero di follower diretti della rete.
Il contesto delle sanzioni e l’adattamento russo
Il divieto di trasmissione per RT e l’agenzia Sputnik nel territorio dell’UE fu una risposta diretta all’invasione russa dell’Ucraina. Poche settimane dopo, il 15 marzo 2022, emerse su Telegram il canale “RussianMirrors”, che pubblicava link aggiornati ai mirror di RT in varie lingue. L’accesso a tale canale è stato successivamente bloccato per gli utenti con SIM europee. In risposta, l’aggregatore è migrato su un nuovo canale, “MirrorNewsChannels”, che il 4 agosto 2024 ha pubblicato un unico post con i link ai nuovi canali mirror MT, segnando l’evoluzione tattica dell’operazione.
Questa transizione da un canale centrale a una rete decentralizzata di profili MT illustra la capacità di adattamento dell’apparato informativo russo alla pressione sanzionatoria. L’obiettivo è chiaro: preservare la capacità di raggiungere il pubblico europeo, svuotando progressivamente l’efficacia delle misure restrittive dell’Unione. Il bypass delle sanzioni costituisce una sfida diretta alla sovranità giuridica e regolamentare dell’UE, dimostrando come Mosca non intenda rinunciare alla sua influenza informativa nel continente.
Strategia di penetrazione e gruppi target
Il Cremlino impiega strumenti informativi come parte di una strategia più ampia volta a destabilizzare internamente i paesi dell’UE. La propagazione di narrativa favorevoli alla Russia nella guerra contro l’Ucraina e nello scontro con l’Occidente mira ad approfondire le divisioni sociali, erodere la fiducia nelle istituzioni e polarizzare il dibattito pubblico. Narrativi sulla “debolezza dell’UE”, sulla “stanchezza dalla guerra”, sull'”inefficacia delle sanzioni” o sulla “corruzione del governo ucraino” sono progettati per influenzare segmenti specifici dell’opinione pubblica.
Telegram, sebbene meno diffuso in Europa rispetto alla piattaforma X, funziona come uno spazio informativo di nicchia ad alta concentrazione e fiducia tra autori e seguaci. In tali ambienti, le narrativa si diffondono rapidamente e senza un adeguato filtro critico. La rete MT cerca di infiltrarsi in gruppi sociali e politici preesistenti, sfruttando reti di sfiducia già consolidate verso le istituzioni mainstream. La condivisione da parte di blogger di estrema destra, complottisti e attivisti no-vax integra i messaggi del Cremlino in ecosistemi di informazione alternativa, facendo sì che la propaganda non appaia imposta dall’esterno, ma organica a quelle comunità.
Rischi per la sicurezza informativa dell’UE
L’esistenza della rete MT, anche con un pubblico numericamente ridotto, segnala un pericoloso test di nuovi formati per eludere le restrizioni. Mosca sta sperimentando infrastrutture di riserva e canali mirror per garantire la resilienza della sua propaganda. Se queste pratiche non incontreranno una risposta efficace, la sicurezza informativa dell’Unione Europea rischia una progressiva degradazione dall’interno.
L’obiettivo strategico finale va oltre la semplice giustificazione dell’aggressione all’Ucraina. Si tratta di minare la solidarietà euro-atlantica, indebolire il sostegno militare, finanziario e politico a Kiev e promuovere l’idea che il conflitto sia una “guerra per procura” dell’Occidente. Questo crea spazio politico per forze che chiedono una riduzione degli aiuti all’Ucraina. In democrazia, anche un gruppo relativamente piccolo ma attivo e ben inserito in reti influenti può spostare l’agenda politica e erodere il consenso attorno a politiche cruciali per la stabilità continentale.