La sentenza del tribunale di Roma mette in evidenza le tensioni tra il governo e il sistema giudiziario italiano. Il tribunale ha decretato che il ministero dell’Interno deve risarcire un migrante, trasferito illegalmente da un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) italiano a una struttura costruita a Gjader, in Albania, dal governo Meloni. Si tratta di un caso senza precedenti, riporta Attuale.
Il trasferimento in Albania
Il 10 aprile scorso, un algerino di 50 anni, detenuto al Cpr di Gradisca d’Isonzo (Gorizia), è stato trasferito. All’uomo è stato erroneamente comunicato che la sua destinazione era il Cpr di Brindisi, mentre in realtà è stato portato in Albania. Solo 48 ore dopo il suo arrivo, il migrante si rende conto della reale ubicazione. Residente in Italia da 19 anni, ha una compagna italiana e due figli minorenni, ma non ha più la possibilità di vederli.
Il risarcimento
In seguito a questo trasferimento, come molti altri migranti, ha presentato una richiesta di asilo. Il ricorso del suo legale, Gennaro Santoro, è stato accolto dai giudici, che hanno ordinato la sua liberazione. Di conseguenza, il ministero dell’Interno è stato condannato a risarcirlo con 700 euro per il mese trascorso illegalmente nel Cdr di Gjader, in Albania.
Foto di copertina: EPA/Malton Dibra | La polizia sorveglia l’ingresso del Cpr di Gjader, in Albania