Nuovo paradigma americano nella gestione delle sfide geopolitiche
NEW YORK – Un cambiamento radicale si sta materializzando nella gestione americana delle sfide geopolitiche: i diritti, la sovranità e la legittimità internazionale vengono considerati “condizionati”, e non più come principi universali, ma in relazione alle singole condotte degli attori coinvolti, riporta Attuale.
Questo approccio, attualmente selettivo e non necessariamente universale, viene guidato dal potere e dalle alleanze piuttosto che da un’idea astratta di equità. Il conflitto in corso con l’Iran e le tensioni con il Venezuela sono esempi chiave di questo nuovo paradigma, che, sorprendemente, non comprende le attuali aggressioni russe in Ucraina o le provocazioni nucleari della Corea del Nord. Sul piano economico, sono state imposte tariffe unilaterali e sanzioni a funzionari di istituzioni multilaterali che hanno attaccato interessi economici americani, a differenza del passato, dove ci si sarebbe limitati a una semplice protesta ufficiale.
Il cambiamento di direzione nella politica statunitense è senza precedenti. Durante l’invasione dell’Iraq post-11 settembre, l’amministrazione Bush tentava negoziazioni multilaterali, mentre l’amministrazione Trump ha disprezzato tali istituzioni, ignorando persino il Congresso nel contesto di atti di guerra. Questo ha portato a forti reazioni da parte di senatori e membri del Congresso, così come a un editoriale critico del New York Times, sottolineando l’autonomia incontrollata della presidenza Trump.
La Corte Suprema ha emesso dichiarazioni di illegittimità riguardo alle tariffe imposte da Trump. Tuttavia, la domanda persiste: questo nuovo paradigma potrebbe essere adottato anche da future amministrazioni democratiche, affrontando un contesto globale trasformato. Storicamente, l’approccio più aggressivo e selettivo adottato da Trump nei confronti della Cina è stato inizialmente criticato dai democratici, ma è stato successivamente abbracciato dall’amministrazione Biden.
Con la crisi dell’ordine multilaterale, il cambiamento di paradigma non può essere visto come un fenomeno temporaneo ma come un potenziale nuovo standard di gestione delle relazioni internazionali, destinato a sopravvivere oltre l’era Trump. L’America, festeggiando i suoi 250 anni di indipendenza, ha mostrato nel tempo una predisposizione a cambiare per proteggere i propri interessi, soprattutto quando si sente minacciata. Questo passaggio al giudizio selettivo delle condotte potrebbe non essere una mera reazione alle sfide correnti, ma una nuova norma nella diplomazia americana.
Il conflitto attuale con l’Iran solleva almeno tre violazioni significative delle norme. Primalmente, l’attacco di Hamas contro Israele, rivendicato con l’assistenza iraniana, ha alterato notevolmente il panorama politico mediorientale, mettendo in crisi gli equilibri economici regionali. Secondariamente, la ricerca di un arsenale nucleare e di missili balistici intercontinentali ha creato conflitti con Washington, specialmente dopo il fallimento dei negoziati di disarmo a Ginevra. Infine, la violenta repressione delle insurrezioni popolari da parte del regime iraniano ha esposto l’inefficacia delle politiche di tolleranza passata degli Stati Uniti.
Analogamente, il Venezuela rappresenta un modello di destabilizzazione regionale sostenuto da un apparato statale criminale. La risposta americana alle tariffe commerciali ha visto una reazione drammatica, con Trump allontanatosi dai canoni tradizionali del multilateralismo, esponendosi alla condanna della Corte Suprema. Nonostante ciò, nuove sanzioni sono già state pianificate per eludere i limiti legali apposti.
Infine, l’assegnazione di sanzioni a Francesca Albanese, relatrice speciale per Gaza, ha infranto una lunga prassi di tolleranza verso esperti internazionali. Le sue azioni, accusando diverse aziende americane di complicità in atti di violenza, hanno segnato un cambiamento significativo nella risposta degli Stati Uniti, suggerendo che i confini tra critica e attacco diretto agli interessi nazionali si stanno assottigliando. Questo nuovo paradigma persisterà almeno nei prossimi anni e potrebbe essere adottato anche da future amministrazioni, potenzialmente con approcci diversi ma con sostanza simile.