Il campo largo accusa: “La riforma della giustizia porta la firma della P2”

01.03.2026 23:35
Il campo largo accusa: “La riforma della giustizia porta la firma della P2”

Le dichiarazioni del figlio di Licio Gelli scatenano polemiche in Italia

Roma, 2 marzo 2026 – Apriti cielo. “Mio padre sosteneva che la politica italiana spesso si appropriava delle sue idee” e “la questione della separazione delle carriere non è un tema nuovo e il fatto che oggi sia al centro di un referendum rispecchia la lungimiranza di mio padre”. Queste parole, pronunciate dal figlio del Gran Maestro della P2 Licio Gelli, Maurizio, sul Fatto Quotidiano, hanno scatenato reazioni immediate dal centrosinistra, riporta Attuale.

Il primo a intervenire è il deputato dem Andrea De Maria, che afferma: “Nordio e le forze politiche di governo dicano parole chiare sulla loggia P2 e si dissocino in modo netto da riferimenti di questo genere”. Anche il Movimento Cinque Stelle ha replicato duramente: “Il figlio di Licio Gelli offre una delle dichiarazioni politiche più limpide”: la riforma di Meloni e Nordio sta dando forma al piano di suo padre, Licio Gelli, il capo della P2. Un’organizzazione eversiva, riconosciuta dalla Corte di Assise di Bologna tra gli organizzatori e finanziatori della Strage di Bologna. La P2 aveva messo nero su bianco il Piano di Rinascita democratica: un riassetto dei poteri che colpiva al cuore l’autonomia della magistratura. Un progetto pericoloso, che evoca un passato oscuro che in Italia non vuole passare mai. Come sottolineato da suo figlio, il copyright di Licio Gelli è ancora attuale”, ha dichiarato il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.

Per il centrodestra, la senatrice di Fratelli d’Italia Antonella Zedda ha commentato: “Il Piano di Rinascita democratica della P2 prevedeva anche la riduzione del numero di parlamentari e nel programma dei 5Stelle era prevista la separazione delle carriere. Se uno più uno fa due e se la riforma della giustizia è di stampo ‘piduista’, viene da chiedersi: i 5Stelle sono i naturali eredi di Gelli e della P2 e il loro programma era tutto scritto da Gelli? Oppure riprendeva solo alcune parti del piano di Rinascita?”.

Intanto, sul fronte referendario, si segnala la dura presa di posizione del magistrato antimafia Nino Di Matteo: “Io sono perfettamente d’accordo con Nicola Gratteri per un motivo fondamentale: assieme alle persone perbene che voteranno sì al referendum, “voteranno Sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi”.

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