Giovani e smartphone: il divieto non basta, i genitori devono educare al digitale

05.03.2026 08:05
Giovani e smartphone: il divieto non basta, i genitori devono educare al digitale

Quasi la metà degli adolescenti riconosce il tempo eccessivo trascorso sui social

Quasi un adolescente su due ammette di trascorrere troppo tempo sui social, e molti di loro cercano aiuto per imparare a regolarsi. Tuttavia, lamentano la mancanza di adulti capaci di accompagnarli in questo percorso, riporta Attuale.

Un dibattito crescente si sviluppa attorno a questa problematica, con iniziative legislative che emergono in Europa. In Francia, la Camera ha recentemente approvato una legge che limita l’accesso ai social media per i minori di 15 anni, mentre in Spagna il primo ministro Pedro Sánchez ha annunciato la volontà di innalzare il limite a 16 anni. Queste misure stanno generando preoccupazioni sempre più forti riguardo alla salute mentale dei giovani, collegando l’esposizione precoce ai social con difficoltà di apprendimento, isolamento e ansia.

Il rischio, tuttavia, è che la complessità della situazione venga semplicemente rimandata. Dichiarare il cellulare come nemico e imporre divieti rischia di offrire solo una soluzione temporanea, senza apportare i cambiamenti necessari. I social hanno assunto un ruolo predominante nella vita quotidiana degli adolescenti, con iscrizioni che sfiorano la totalità su Whatsapp, superano il 94% su Instagram e si avvicinano al 90% su YouTube.

Chiara Borgia, pedagogista e direttrice responsabile della casa editrice Uppa, suggerisce un cambiamento di prospettiva. Sostiene che è necessario affrontare il fenomeno con un dialogo aperto tra adulti e ragazzi, riconoscendo che questi ultimi vivono un contesto complesso e che educare al digitale non può essere solo compito delle famiglie. “Le istituzioni devono assumersi la responsabilità di garantire una maggiore trasparenza sugli algoritmi e protezioni specifiche per i minori,” afferma Borgia.

La dottoressa Borgia sottolinea che i genitori della generazione attuale sono i primi a dover imparare a navigare nel mondo digitale mentre educano i propri figli. “Non possiamo semplicemente puntare il dito contro i genitori; dobbiamo supportarli,” aggiunge, evidenziando l’importanza di un approccio condiviso e responsabile tra famiglie e istituzioni.

Un’educazione digitale efficace deve andare oltre i semplici regolamenti e richiede un dialogo costante, coinvolgendo i ragazzi nel processo di apprendimento. La scuola non dovrebbe limitarsi a un’ora di educazione civica, ma dovrebbe integrare competenze digitali in tutte le materie, trattando temi come l’affidabilità delle fonti e le dinamiche sociali online. Solo così sarà possibile creare una cultura digitale sana e critica, garantendo una protezione reale per i giovani nel panorama digitale contemporaneo.

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