Giorgia Meloni: «Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci»

05.03.2026 13:05
Giorgia Meloni: «Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci»

Meloni esclude l’entrata dell’Italia in guerra, ma prepara aiuti per il Golfo Persico

Giovedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilasciato un’intervista a RTL 102.5, durante la quale ha discusso della guerra in Medio Oriente e della possibilità che l’Italia possa assumere un ruolo più attivo, come il supporto agli attacchi statunitensi contro l’Iran o l’invio di mezzi militari e soldati. Meloni ha chiarito che attualmente l’Italia non intende partecipare al conflitto: «Voglio ribadire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra», riporta Attuale.

Dal momento in cui Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l’Iran, diversi governi europei hanno assunto posizioni decise. Alcuni, come il Regno Unito, hanno deciso di mettere a disposizione delle forze armate statunitensi le proprie basi militari per condurre operazioni in Iran. Grecia e Francia hanno inviato mezzi e soldati a Cipro per proteggere contro eventuali attacchi iraniani, mentre la Spagna ha rifiutato di offrire le proprie basi militari per operazioni contro l’Iran.

Nonostante un apparente buon rapporto con il presidente statunitense Donald Trump, mantenere questa alleanza si è rivelato complicato per Meloni, poiché significa talvolta dover sostenere posizioni ambivalenti, come il supporto al presidente russo Vladimir Putin o, in questo caso, la possibilità di intensificare il conflitto regionale in Medio Oriente. Fino ad ora, Meloni non ha delineato chiaramente le intenzioni del governo italiano. Nella stessa intervista, ha affermato che al momento gli Stati Uniti non hanno richiesto l’uso delle basi aeree italiane per bombardamenti sull’Iran; qualora la richiesta venisse avanzata, la decisione spetterebbe al governo, coinvolgendo anche il parlamento.

Inoltre, Meloni ha annunciato che l’Italia invierà aiuti militari ai paesi del Golfo Persico, descrivendo gli interventi come «aiuti per la difesa aerea», senza entrare nei dettagli. Ha sottolineato che questi paesi sono «nazioni amiche», e che supportarli nella loro difesa è essenziale per proteggere «decine di migliaia di italiani e circa 2mila militari italiani» presenti nella regione. «Tra l’altro, il Golfo è vitale per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa», ha aggiunto.

Da quando è iniziato il conflitto, l’Iran ha lanciato missili e droni contro obiettivi civili in diversi paesi del Golfo Persico. Nazioni come Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein hanno finora limitato i danni grazie a sistemi di difesa aerea acquistati soprattutto dagli Stati Uniti, ma ora sono a rischio di esaurirli. Per questo motivo, hanno richiesto assistenza da altri paesi, inclusa l’Italia; secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto, sono stati richiesti in particolare sistemi di difesa contro droni e missili.

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