Israele intensifica l’offensiva contro l’Iran, Netanyahu avverte: “Non è ancora finita”

10.03.2026 13:35
Israele intensifica l'offensiva contro l'Iran, Netanyahu avverte: "Non è ancora finita"

«Israele sta spezzando le ossa all’Iran»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta «spezzando le ossa» al regime iraniano, evidenziando l’intensificazione dell’offensiva condotta in collaborazione con gli Stati Uniti, avviata il 28 febbraio. «Non abbiamo ancora finito», ha dichiarato, aggiungendo che le azioni militari e di intelligence mirano a colpire in profondità le strutture strategiche dell’Iran, incluse quelle legate al programma nucleare e al supporto di milizie regionali, riporta Attuale.

Durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, avvenuta lunedì sera, Netanyahu ha sottolineato che l’obiettivo finale è «portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia», chiarendo, però, che il cambiamento interno dipenderà alla fine dai cittadini iraniani. Le sue osservazioni vengono in un contesto di crescente tensione regionale, che preoccupa anche la comunità internazionale e ha già portato a intensi sforzi diplomatici per evitare un conflitto su larga scala.

Il premier israeliano, uno dei più longevi nella storia d’Israele, mostra un atteggiamento di grande sicurezza, simile al suo alleato statunitense. Tuttavia, ci sono segnali che l’alleanza tra Trump e Netanyahu possa vacillare, soprattutto per questioni legate al petrolio, alla strategia a lungo termine e al sostegno interno che il presidente americano deve ottenere in vista delle prossime elezioni di medio termine. Con i repubblicani che rischiano la sconfitta, le scelte di Trump potrebbero riflettere queste pressioni.

In un’altra parte del mondo, le notizie riguardanti l’operazione militare in Ucraina indicano che, contrariamente alle affermazioni di Putin, i russi non stanno guadagnando terreno. Anche in Cina, Xi Jinping e il suo Partito-Stato stanno spingendo la legge sulla «unità etnica» per promuovere matrimoni misti tra minoranze etniche e Han, segnando la ricerca di maggiore coesione nazionale.

Analisi e rapidi sviluppi suggeriscono che la situazione in Medio Oriente e le dinamiche geopolitiche continuano a evolversi, con potenziali ripercussioni sia per il mercato energetico globale che per la stabilità regionale. La pressione dei leader occidentali, a fronte di tali conflitti, rimane cruciale per garantire un futuro di pace e stabilità.

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