La Cina approva legge per promuovere l’unità etnica, penalizzando le minoranze culturali

12.03.2026 17:15
La Cina approva legge per promuovere l'unità etnica, penalizzando le minoranze culturali

Approvata in Cina legge sulla “unità etnica”, nuovi rischi per le minoranze culturali

Giovedì, il parlamento cinese ha approvato una legge sulla cosiddetta “unità etnica”, mirando a promuovere la cultura e l’identità della maggioranza etnica han, a discapito delle 55 etnie minoritarie riconosciute nel paese, che rappresentano circa il 9% della popolazione. Questa decisione ha suscitato preoccupazioni riguardo alla crescente assimilazione culturale, riporta Attuale.

La nuova legislazione impone l’uso del cinese mandarino come lingua primaria nelle scuole dell’obbligo, limitando l’insegnamento delle lingue locali a una sola ora al giorno. Precedentemente, in regioni autonome come il Tibet e lo Xinjiang, era permesso l’insegnamento nella lingua madre, ma ora queste pratiche sono destinate a essere fortemente ridotte.

Questa misura consolida una tendenza già in atto, come dimostra la Mongolia Interna, dove nel 2020 sono stati introdotti libri di testo in cinese mandarino, causando proteste diffuse e severe repressioni da parte delle autorità. La legge, pertanto, non solo formalizza una situazione esistente, ma la amplifica.

Inoltre, la normativa fissa il raggiungimento dell’unità etnica come obiettivo per tutte le istituzioni pubbliche e private, incentivando il trasferimento di cittadini han nelle aree abitate da minoranze, minando ulteriormente il senso di identità locale. In aggiunta, stabilisce pene per chiunque ostacoli l’unità etnica, anche se residente all’estero.

Il testo legislativo è stato approvato dall’Assemblea nazionale del popolo, che storicamente non ha mai rifiutato proposte del regime comunista. Con una popolazione di circa 1,4 miliardi nella Cina continentale e diaspora, gli han parlano quasi esclusivamente varianti del cinese, come il mandarino e il cantonese, considerati ufficialmente dialetti della stessa lingua.

Le minoranze etniche, da quelle simili agli han come gli hui musulmani, a popolazioni con lingue e tradizioni distinte come tibetani e uiguri, subiscono ora conseguenze dirette delle politiche di assimilazione e repressione in atto, le quali hanno attirato crescenti condanne internazionali.

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