Guerra in Iran, tre ragazzi impiccati per le proteste di gennaio durante le celebrazioni di Nowruz

19.03.2026 23:35
Guerra in Iran, tre ragazzi impiccati per le proteste di gennaio durante le celebrazioni di Nowruz

Vittime della guerra all’Iran: tre esecuzioni e una testimonianza di abusi

La guerra in Iran continua a mietere vittime, con tre giovani eseguiti a Qom dopo una condanna per “moharebeh”, o “guerra contro Dio”. Le vittime, Mehdi Ghasemi, Saleh Mohammadi e Saeed Davoudi, erano coinvolti in proteste contro il regime e hanno subito un processo iniquo senza rappresentanza legale, riporta Attuale.

Mehdi, un wrestler professionista che aveva appena compiuto 19 anni, è stato giustiziato insieme ai suoi coetanei su accuse di omicidio di poliziotti e di collaborazioni con nemici storici come Israele e USA. La situazione è sfociata in un clima di crescente repressione, con l’agenzia di stampa della Magistratura che annuncia le esecuzioni come parte della lotta contro la dissidenza.

Il contesto della guerra ha portato gli iraniani a vivere in un’atmosfera di paura e paranoia. Le esplosioni e i bombardamenti accompagnano le attività quotidiane, come dimostra il racconto di Samira, una giovane che si sveglia per andare al mercato nel giorno di Nowruz, il capodanno persiano. Il desiderio di pace e libertà contrasta nettamente con la realtà di un paese in guerra, dove la repressione del regime continua a farsi sentire.

Molti iraniani, come Ali, esprimono rabbia per gli attacchi del regime e la mancanza di supporto internazionale. La diffusione di informazioni tramite chat di Telegram ha creato una rete di resistenza, mentre le incursioni delle forze di sicurezza aumentano. “Ti fermano, ti trattano come un criminale”, è la testimonianza di chi vive quotidianamente sotto il giogo della repressione.

Nel frattempo, una testimonianza devastante emerge dalla prigione: Sarah, una dottoressa, è stata arrestata mentre curava i feriti delle manifestazioni e ha subito abusi in un centro di detenzione. La sua storia evidenzia l’orribile trattamento riservato a chi cerca di opporsi al regime, con l’aumento delle violenze e delle privazioni dei diritti umani.

In un quadro drammatico, Benjamin Netanyahu ha sollecitato gli iraniani a liberarsi del regime, ma molti temono il costo umano di tali azioni. “Oltre 1300 persone sono morte in venti giorni”, sottolinea Ali, evidenziando l’indifferenza internazionale verso la sofferenza del popolo iraniano.

Samira, nonostante tutto, prepara il menù per la festività, sognando un futuro migliore, mentre sulla tavola di Nowruz, tradizionalmente, troneggia il libro del grande poeta persiano Hafez. “La luce un giorno ti squarcerà”, è la speranza che continua a risuonare tra coloro che vivono nel buio della repressione.

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