Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro sarà ascoltato dalla Commissione parlamentare Antimafia solo dopo il voto per il referendum sulla Giustizia. Questa decisione è emersa secondo il Corriere della Sera, segnalando che la presidente della Commissione, Chiara Colosimo, ha accolto la richiesta dei partiti di opposizione riguardo alla partecipazione di Delmastro in una società con la figlia di un imprenditore legato alla camorra. Gli atti dell’inchiesta sul clan camorristico dei Senese sono già in possesso della Commissione. Dallo scorso fine settimana, le opposizioni hanno chiesto a gran voce le dimissioni del sottosegretario. Il futuro di Delmastro nel governo sarà rivalutato dopo il referendum, a prescindere dall’esito del voto, riporta Attuale.
Delmastro e la società con la figlia del ristoratore camorrista
Il caso ruota attorno alla società a responsabilità limitata «Le 5 Forchette», fondata a Biella e operante in via Tuscolana a Roma, dove gestisce un ristorante. Oltre a Delmastro, sono coinvolti altri dirigenti di Fratelli d’Italia piemontese e Miriam Caroccia, figlia di Mauro, attualmente detenuto a Viterbo per intestazione fittizia di beni per il clan di Michele Senese. La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha avviato un fascicolo che ipotizza problematiche legali sia per il padre che per la figlia.
Delmastro: «Mi sono tolto dalla società non appena ho saputo»
In merito alla situazione, il sottosegretario ha cercato di difendersi durante le celebrazioni per i 209 anni del Corpo di Polizia penitenziaria a Napoli. «Si tratta di una società con una persona non imputata e non indagata; nel momento in cui si scopre, per rigore etico e morale, mi sono ritirato dalla società», ha dichiarato. Ha anche evidenziato il suo impegno contro la mafia, affermando che il proprio livello 2 di scorta è dovuto alla lotta intrapresa. Tuttavia, fotografie recenti e sviluppi hanno messo in dubbio la sua ricostruzione, suggerendo che le informazioni fossero già note all’interno della maggioranza che sostiene il governo Meloni.
Meloni su Delmastro e la «manina»
La premier Giorgia Meloni ha difeso Delmastro intervenendo in un programma speciale del Tg La7 sul referendum, ammettendo che il sottosegretario è stato «leggero», ma sottolineando che non si può parlare di connivenza con la criminalità. Riguardo all’emergere del caso, Meloni ha insinuato un potenziale calcolo politico, affermando che «gli italiani valuteranno se c’è stata una manina che dice “tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo”». Ha assicurato che parlerà con Delmastro e che, se si dovesse rivelare un problema più ampio, «la giustizia farà il suo corso».