Crolla il muro dell’astensionismo, mentre i risultati reali danno in netto vantaggio il No alla riforma del referendum sulla giustizia. La giornata di voto si è conclusa con un’affluenza record, con il 58,93% degli aventi diritto che hanno partecipato. Alle 15 erano già state registrate 61.450 sezioni su 61.533. Rispetto alla giornata precedente, il numero degli elettori è aumentato: alle 12 del giorno precedente aveva votato il 14,92%, alle 19 il 38,89% e alla chiusura delle urne, alle 23, era arrivato al 46,05%. La partecipazione a questa consultazione supera notevolmente quella di precedenti referendum costitutivi, come quello del 2016 sul numero dei parlamentari, che si era concluso con un’affluenza del 39,4%, e quello del 2006 sulla riforma del Titolo V, con il 53,8%. L’unico precedente di alta affluenza rimane il referendum voluto da Matteo Renzi nel 2016, con una partecipazione del 65,5%, terminato con la vittoria del No, riporta Attuale.
Verso la bocciatura della riforma
Il conteggio delle schede è attualmente in corso, ma il quadro parziale tende verso un risultato ormai definito. Con 43.121 sezioni già scrutinate su 61.533, il No prevale con il 54,26% contro il 45,74% del Sì. Questi dati evidenziano un netto vantaggio per il fronte che respinge la riforma, che appare ormai insuperabile. La consultazione ha dimostrato come, contrariamente alle previsioni iniziali che consideravano la questione prevalentemente tecnica, il referendum sia riuscito a mobilitare un elettorato ampio e motivato.
L’affluenza di tutte le regioni
Abruzzo 60,50 %
Basilicata 53,25 %
Calabria 48,38 %
Campania 50,38 %
Emilia-Romagna 66,67 %
Friuli-Venezia Giulia 61,63 %
Lazio 61,68 %
Liguria 62,24 %
Lombardia 63,76 %
Marche 63,77 %
Molise 54,03 %
Piemont 62,62 %
Puglia 52,01 %
Sardegna 52,84 %
Sicilia 46,13 %
Toscana 66,26 %
Trentino-Alto Adige 52,45 %
Umbria 65,06 %
Valle d’Aosta 58,59 %
Veneto 63,47 %