Il vertice tra la premier Giorgia Meloni e il presidente algerino Tebboune si è concentrato sulla cooperazione energetica, sottolineando l’importanza dell’Algeria come principale fornitore di gas per l’Italia, con una quota del 34%. Durante la conferenza stampa ad Algeri, Meloni ha dichiarato di essere convinta che la cooperazione possa diventare un modello da seguire. “Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solida collaborazione, coinvolgendo anche i nostri due campioni nazionali, Eni e Sonatrach, anche su nuovi fronti come lo shale gas e l’esplorazione offshore. Questo permetterà di aumentare il flusso di gas dall’Algeria all’Italia”, riporta Attuale.
«Preoccupazione per l’escalation in Libano»
Meloni ha espresso preoccupazione per l’escalation militare in Libano, sottolineando che deve cessare immediatamente. Ha anche menzionato la situazione critica a Gaza, evidenziando le difficoltà umanitarie per la popolazione civile. “È necessario continuare il lavoro della comunità internazionale per stabilizzare la regione e trovare una soluzione duratura”, ha affermato. La premier ha discusso anche di vari dossier internazionali, accennando alla crisi mediorientale, che ha implicazioni economiche e sociali per le nazioni più vulnerabili, in particolare in Africa.
Una Camera di commercio Italia-Algeria
Inoltre, Meloni ha annunciato l’intenzione di creare una Camera di Commercio Italia-Algeria per stimolare ulteriormente la cooperazione tra i due Paesi. “Siamo convinti che ci sia un potenziale ancora inespresso nelle nostre relazioni. I settori come l’industria della difesa, la farmaceutica, i trasporti e l’innovazione digitale possono fare la differenza”, ha affermato. La premier ha anche espresso il desiderio di organizzare un nuovo vertice intergovernativo il prima possibile, per approfondire la collaborazione tra le due nazioni e i loro settori economici.”
Mah, la cooperazione con l’Algeria è importante ma stiamo davvero pensando a quanto gas dobbiamo importare? Con tutte le crisi nel mondo, non sarebbe meglio concentrarsi su energie rinnovabili? E che dire della situazione a Gaza? Un po’ di attenzione per la pace, no?