Scontro tra il governo Meloni e Confindustria sul decreto Fisco: critiche per tagli al credito d’imposta

28.03.2026 19:05
Scontro tra il governo Meloni e Confindustria sul decreto Fisco: critiche per tagli al credito d’imposta

È scontro tra il governo Meloni e Confindustria riguardo al recente Dl Fisco, approvato il 27 marzo 2025. Secondo Marco Nocivelli, vicepresidente dell’associazione di categoria, il decreto «introduce disposizioni molto penalizzanti per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0 tra il 7 e il 27 novembre 2025». Il provvedimento prevede un taglio del 65% del credito d’imposta richiesto, penalizzando le imprese che hanno investito ingenti risorse nel 2025 e che ora affrontano problemi di liquidità. Questa situazione è già considerata particolarmente complessa, riporta Attuale.

Le critiche di Confindustria al nuovo decreto Fisco

Le associazioni imprenditoriali accusano il governo di aver tradito la loro fiducia, soprattutto dopo le rassicurazioni ricevute dai ministri Giorgetti, Foti e Urso, che avevano garantito l’accesso all’agevolazione per le imprese “esodate” nel 5.0. Nocivelli sottolinea che la misura non solo riduce l’agevolazione, ma esclude anche gli investimenti in fonti di energia rinnovabile, come gli impianti fotovoltaici ad alta efficienza, per i quali le imprese erano state incoraggiate ad investire.

Giorgetti: «Dobbiamo capire chi aiutare»

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha risposto alle critiche, affermando: «Avevamo una traiettoria, dei programmi di un certo tipo. Poi è successo un fatto al di fuori delle nostre possibilità, uno shock esterno paragonabile alla crisi in Ucraina, che ci induce a rivalutare le priorità su chi aiutare e incentivare». Ha aggiunto che è necessario decidere se le risorse disponibili debbano andare alle imprese energivore, alle aziende di trasporto o essere impiegate per tagli alle accise.

Il governo propone un tavolo di confronto

In un comunicato ufficiale, Palazzo Chigi ha annunciato l’intenzione di avviare un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate dal credito d’imposta 5.0 rivisto nel decreto fiscale approvato. Questo passo mira a evitare una crisi diplomatica con gli industriali, soprattutto in un momento in cui il governo appare più vulnerabile, in seguito all’esito del referendum sulla riforma della giustizia.

Foto copertina: ANSA/Vincenzo Livieri | Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e la premier Giorgia Meloni durante l’assemblea di Confindustria 2024

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