Francesco Pionati ha espresso delle riserve in merito alla vicenda che coinvolge la giornalista Claudia Conte e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, suggerendo che la situazione potrebbe esporre il governo a rischi significativi, riporta Attuale.
Pionati, già direttore del Giornale Radio Rai tra il 2023 e il 2025, ha ammesso di aver assunto Claudia Conte, sottolineando che la scelta è stata esclusivamente basata sulle sue qualifiche professionali. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha chiarito di avere effettuato tutte le verifiche necessarie prima di prendere questa decisione, escludendo qualsiasi intervento diretto di Piantedosi, suo ex compagno di liceo.
Come Claudia Conte è entrata in contatto con il direttore del Giornale Radio Rai
Raccontando come è avvenuto l’incontro con Conte, Pionati ha spiegato: «Nel 2023 mi fu presentata al Palio di Villa Borghese e mi propose un programma su legalità e sicurezza. Dopo le mie verifiche ebbi la conferma di trovarmi davanti a un curriculum buono». Riguardo all’amicizia con Matteo Piantedosi, ha confermato di conoscersi da molto tempo, ma ha precisato che le loro vite hanno seguito percorsi differenti e che pertanto Piantedosi non ha avuto alcun ruolo nella sua assunzione.
Il paragone con Boccia e i dubbi sull’intervista al podcast: «Una storia strana, molto strana»
Pionati ha sollevato preoccupazioni sul fatto che la situazione potrebbe degenerare, affermando: «Claudia Conte rischia di diventare una Maria Rosaria Boccia 2», facendo riferimento a dinamiche interne alla Rai che necessitano di chiarimenti. Ha anche espresso scetticismo riguardo alla scelta di Conte di rivelare la sua relazione attraverso un podcast, suggerendo che la domanda che le è stata posta non sia stata casuale: «Per fortuna che dicono che i giornalisti Rai fanno le domande concordate. Io non ho mai fatto una domanda su richiesta, al contrario di quel ragazzo, su spinta, leggo, di un intermediario».
Infine, Pionati ha consigliato a Piantedosi di mantenere la calma, definendo la vicenda «una storia strana, molto strana per come è scoppiata così a freddo», e osservando che ciò avviene in un periodo in cui il governo Meloni affronta sfide significative, aggiungendo che questa è una considerazione ovvia.