Meloni replica alla polemica sulla foto con un esponente del clan Senese: “Il mio impegno contro la mafia è cristallino”

07.04.2026 12:15
Meloni replica alla polemica sulla foto con un esponente del clan Senese: "Il mio impegno contro la mafia è cristallino"

Roma, 7 aprile 2026 – “Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova”. Così la premier Giorgia Meloni risponde via social alla polemica esplosa dopo la pubblicazione da parte della trasmissione Report di una sua foto di qualche anno fa in compagnia di Gioacchino Amico, referente del clan Senese in Lombardia e attualmente collaboratore di giustizia nel processo Hydra a Milano. L’immagine, diffusa come anticipazione di un’inchiesta della prossima puntata del programma (che andrà in onda domenica 12 aprile su Rai 3), sarebbe stata scattata il 2 febbraio del 2019 all’Hotel Marriot di Milano in occasione di una convention di Fratelli d’Italia, riporta Attuale.

Le parole della premier sui social

“Oggi la ‘redazione unica’, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi. Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata – scrive Giorgia Meloni sui suoi profili social –. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze”.

“Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo – continua dunque la presidente del Consiglio –. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze. Ma a questi ‘professionisti dell’informazione’ non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica – conclude il capo del governo –. Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede.

Opposizioni all’attacco

“Giorgia Meloni non se la caverà con i soliti quattro slogan muscolari e commentando solo il selfie con Gioacchino Amico, dovrà per forza rendere conto di un quadro complessivo gravissimo che riguarda il suo partito. Il fango da cui è circondata è la sua classe dirigente, non il giornalismo d’inchiesta, baluardo per la nostra democrazia già ammaccata”, affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato. Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato ricordano la vicenda Delmastro “e il suo legame con la famiglia prestanome del clan Senese” che “è ormai nota e di una gravità inaudita”.

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