La corte d’Appello di Roma respinge le richieste nella disputa sull’eredità di Pino Daniele

07.04.2026 13:35
La corte d’Appello di Roma respinge le richieste nella disputa sull’eredità di Pino Daniele

Roma, 7 aprile 2026 – La corte d’Appello di Roma ha posto fine alla controversia legale sull’eredità di Pino Daniele, il cantautore partenopeo scomparso il 4 gennaio 2015 a causa di una crisi cardiaca. Al centro del conflitto giuridico tra il primogenito Alessandro Daniele e la seconda moglie Fabiola Sciabbarrasi vi erano una richiesta di denaro per un presunto “accordo verbale” e una contromanifestazione riguardante i diritti d’autore sull’opera. Entrambe le richieste sono state respinte dai giudici, riporta Attuale.

I nodi

Nella sentenza, i magistrati hanno rispettato scrupolosamente le ultime volontà del cantautore, come evidenziato nel testamento segreto depositato presso un notaio e pubblicato il 12 gennaio 2015, immediatamente dopo la sua morte. Come riporta il quotidiano, la questione legale, cominciata nel 2017 e conclusa in primo grado nel 2022, ha avuto un’ulteriore risoluzione nei giorni scorsi e si è concentrata sui punti 7 e 9 del testamento di Pino Daniele, riguardo a un accordo tra il primogenito e la seconda moglie del cantautore, per il quale tuttavia non sono emerse prove in aula.

I diritti contesi

Riguardo al punto 7 del testamento, Pino Daniele aveva specificato di voler lasciare ai figli, in parti uguali, “tutti i miei diritti d’autore, nonché i diritti connessi di artista, interprete ed esecutore”, desiderando che tali diritti rimanessero in comunione tra i propri figli fino al raggiungimento della maggiore età di tutti. Inoltre, aveva conferito all’avvocato Andrea Pietrolucci la gestione e rappresentanza degli interessi ereditari per quanto concerne i diritti d’autore, data l’età minorile di alcuni figli all’epoca della stesura.

In sintesi, il cantautore aveva previsto di lasciare ai figli e non alla seconda moglie i diritti d’autore e i diritti connessi.

Il presunto accordo verbale

Nel punto 9 del testamento, era altresì indicato che il cantautore lasciava ai figli e alla moglie tutti i beni mobili, conti correnti e diritti d’autore, ripartiti equamente. L’altra questione controversa riguardava un presunto accordo verbale tra i figli del primo matrimonio e la seconda moglie, con Alessandro Daniele che richiedeva la restituzione di 61mila euro e ulteriori 100mila euro per il presunto inadempimento dell’accordo. Tuttavia, sia in primo che in secondo grado, i giudici hanno rigettato le domande economiche, constatando la mancanza di prove certe dell’esistenza di tale accordo.

I giudici hanno quindi mantenuto un rigido rispetto delle disposizioni testamentarie, considerando la completezza del documento, che affrontava tutte le questioni relative al patrimonio, compresi immobili e quote societarie, equamente suddivise tra i cinque figli. Sebbene la sentenza della corte d’appello di Roma chiuda la fase di merito del processo, non è escluso che la disputa sull’eredità di Pino Daniele possa ancora giungere di fronte alla Cassazione per questioni di legittimità.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere