Roma, 4 aprile 2026 – Il Cai nei giorni scorsi ha chiaramente espresso la sua posizione riguardo alla stretta sui coltelli prevista dal decreto sicurezza, mirato a contrastare il preoccupante fenomeno dei ragazzi sempre più armati, sottolineando che tali limitazioni potrebbero avere un impatto su milioni di cittadini che praticano escursionismo, alpinismo e attività di soccorso, riporta Attuale.
Il porto di coltello e la lettera del Cai
Il presidente Antonio Montani ha espresso le sue preoccupazioni in una lettera indirizzata ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato. Secondo Montani, essere trovati “con lama affilata o appuntita eccedenti determinate misure” comporterebbe sanzioni severe, incluso il rischio del carcere. Nel testo attuale in attesa di conversione non c’è riferimento al “giustificato motivo”, essenziale per gli escursionisti e i professionisti della montagna, per i quali tali strumenti rappresentano dotazioni di sicurezza indispensabili per attività di primo soccorso e logistica.
Le richieste dei commercianti di coltelli
Le osservazioni di Montani sono condivise da Paolo Dolcimascolo, storico commerciante di coltelli a Roma da quasi 45 anni, che afferma: “In negozio ormai non si parla d’altro”. Dolcimascolo sottolinea che “tra le armi più usate per i femminicidi c’è il classico coltello da cucina” e aggiunge che “un ragazzo di 15-16 anni che vuole una lama, lo rimedia comunque. Il mercato ormai si è quasi fermato.” Egli evidenzia l’importanza del coltello come primo utensile creato dall’uomo, utilizzato non per uccidere ma per vivere, e fa riferimento alla preoccupazione di ristoratori e cacciatori che si stanno lamentando della situazione attuale.
“Meglio la legge di prima”
Secondo Dolcimascolo, “andava benissimo la legge di prima”, che richiedeva una giustificazione per qualsiasi coltello, indipendentemente dalla lunghezza. Ora, invece, “il giustificato motivo in questo caso è sparito”. Si domanda cosa accadrebbe a un ristoratore fermato con coltelli da affilare. “Noi chiediamo che torni la legge di prima e che siano previste deroghe. Non possono rimetterci tutti per i maranza, per i ragazzini violenti. Se vai in un bosco a fare un’escursione, il coltello è obbligatorio, può servire a molteplici scopi, come tagliare una corda. Piuttosto, ai ragazzini devono togliere il cellulare, quella è la punizione peggiore.”
Deroghe allo studio
Le deroghe al decreto sicurezza sui coltelli sarebbero già allo studio della maggioranza, secondo fonti vicine al governo.