Influenza aviaria: un patogeno globale in espansione
Padova, 30 maggio 2026 – L’influenza aviaria ha ormai colonizzato il mondo, con virus sporadici che continuano a diffondersi tra gli uccelli migratori, generando preoccupazioni crescenti per la salute pubblica e per l’economia globale. I virus, trasportati a migliaia di chilometri, sono il frutto di mutazioni che risalgono alla Cina degli anni Novanta, coinvolgendo specie selvatiche e domestiche in un fenomeno di spillover a livello mondiale, riporta Attuale.
Calogero Terregino, responsabile del Centro nazionale e del Laboratorio di referenza europeo per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, sottolinea l’impatto economico e sanitario di questa malattia veterinaria. “Negli ultimi anni, oltre 100 specie di mammiferi sono state coinvolte in focolai, evidenziando la gravità della situazione”, afferma Terregino.
Attualmente, la situazione in Antartide rimane sotto osservazione. Ricercatori della stazione Mario Zucchelli hanno contattato esperti per ricevere linee guida in seguito alla preoccupazione di potenziali casi di influenza aviaria tra i pinguini. Per ora, non ci sono evidenze che il virus sia presente nell’entroterra antartico, ma la sua presenza nelle zone più vicine al Sud America è già documentata. “Sebbene alla stazione Zucchelli non ci siano segni del virus, presenta una tendenza all’espansione”, afferma Terregino.
Il virus ha dimostrato una notevole adattabilità, resistendo a temperature fredde e presentando segni di persistenza anche in condizioni ambientali avverse. Terregino osserva che i virus preferiscono ambienti freschi e persistono meglio nei periodi invernali. In futuro, l’incrocio tra diversi virus, inclusi quelli umani e la possibile interazione con patogeni “zombie”, potrebbe portare a nuove sfide sanitarie globali.
Nonostante una circolazione significativa tra gli animali, i casi di contagio umano rimangono rari, poiché il virus deve adattarsi a nuove condizioni fisiologiche, ma la sua presenza continua a rappresentare un rischio considerevole. “Siamo di fronte a un virus con la potenzialità di causare una pandemia”, afferma Terregino, avvertendo della necessità di monitoraggio e prevenzione agli alti livelli.
In termini di strategie di gestione, Terregino evidenzia l’importanza della sorveglianza integrata e misure di biosicurezza, auspicando una cooperazione a livello europeo e globale per arginare la diffusione del virus. “La sorveglianza e il controllo dell’ introduzione del virus tra il pollame, accompagnati a strategie di eradicazione tempestiva, sono elementi chiave per ridurre l’impatto economico dell’influenza aviaria”, conclude.