Giallo della ricina, autopsia solleva nuovi interrogativi sul duplice omicidio di Pietracatella

11.04.2026 12:35
Giallo della ricina, autopsia solleva nuovi interrogativi sul duplice omicidio di Pietracatella

Roma, 11 aprile 2026 – È in corso un mistero sempre più complicato riguardo al caso della ricina che avrebbe avvelenato Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, con dettagli che richiedono ulteriore attenzione e cautela. Dopo mesi di speculazioni su una presunta intossicazione alimentare durante una cena di Natale, recenti sviluppi hanno rivelato che le due donne sono state avvelenate – probabilmente con la ricina – trasformando quella che inizialmente sembrava una morte accidentale in un duplice omicidio. Le indagini rimangono aperte e il fascicolo continua a essere contro ignoti, riporta Attuale.

Le indagini hanno coinvolto il marito e padre, Gianni Di Vita, e la sorella maggiore di Sara, che non erano presenti durante la cena. Entrambi sono stati interrogati per ore in Procura. Contestualmente, l’avvocato di Di Vita ha abbandonato il caso per motivi non resi noti, complicando ulteriormente il quadro. Dall’autopsia emergerebbero nuovi dubbi che renderebbero il caso di Pietracatella ancora più intricato, confermando la necessità di chiarire la vicenda.

Analisi tossicologica e la necrosi dei tessuti

Al centro dell’attenzione c’è il veleno utilizzato per l’avvelenamento di Antonella e Sara. Secondo fonti mediche, se le donne fossero state avvelenate con la ricina, i tessuti dovrebbero essere necrotizzati, ma attualmente non si riscontrano tali evidenze. I risultati completi degli esami tossicologici, condotti presso il centro antiveleni di Pavia, non hanno ancora confermato questa ipotesi.

Supporto familiare per Di Vita

In questo clima di incertezze, il fratello di Antonella ha preso le difese del cognato e della nipote, dichiarando: “Li conosco, cosa gli devo chiedere? Non farebbero mai del male, assolutamente,” ha affermato a ‘Quarto Grado’. Sottolineando la sua preoccupazione per la verità, ha dichiarato di aver visto la sorella l’ultima volta “al pranzo della Vigilia” e ha descritto la situazione della sorella come “tranquilla e normale”. Ha anche respinto le voci sui presunti conflitti familiari come “sciocchezze”, ritenendo che la famiglia non fosse coinvolta nell’omicidio, che a suo avviso era troppo strano.

Nuovo legale per Di Vita

In un ulteriore sviluppo, Di Vita ha revocato il mandato all’avvocato Arturo Messere, uno dei penalisti più noti in Molise, citando “motivi contingenti”. Si sospetta che le divergenze sulla gestione del caso abbiano portato a questa decisione, poiché le indagini ora puntano su un duplice omicidio piuttosto che su una semplice intossicazione mortale. In breve tempo, Di Vita ha già conferito il suo mandato a un altro legale, l’avvocato Vittorino Facciolla, membro del Pd e consigliere regionale, con cui ha legami di lunga data.

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