Giorgia Meloni ed il voto ungherese: opportunità per una nuova proposta politica, analisi del professor Alessandro Campi

14.04.2026 02:35
Giorgia Meloni ed il voto ungherese: opportunità per una nuova proposta politica, analisi del professor Alessandro Campi

Le implicazioni del voto ungherese per il centrodestra italiano

Roma, 14 aprile 2026 – Il professor Alessandro Campi, politologo dell’Università di Perugia, analizza le possibili conseguenze della vittoria di Magyar sulle dinamiche del centrodestra italiano, riporta Attuale.

“Sospetto che alla premier Meloni in fin dei conti non dispiaccia troppo la vittoria di Magyar: rimuove un equivoco e rappresenta un’occasione per rimodulare la proposta politica. Meloni ha assunto non da oggi una linea europeista nient’affatto sdraiata su Orbán e su questo si è costruita una credibilità”, ha spiegato Campi.

La vittoria ungherese avrà un impatto sulle ambizioni centristi del governo italiano? “Penso che la coesione del centrodestra rimanga solida e che chiuderà la legislatura, al di là degli screzi che in questo momento potrebbero verificarsi specie da parte di Forza Italia. D’altronde Meloni non può fare come se nulla fosse successo. La sconfitta referendaria è un’impasse forte, anche se tutt’altro che irreparabile. Serve una ripartenza”, ha affermato il politologo.

Campi ha evidenziato anche come la questione economica e internazionale influenzerà le prossime elezioni. “È probabile che le prossime elezioni si decideranno su questo. Dando risposte convincenti, non dico risolutive, puoi dare l’impressione ai tuoi elettori di aver fatto il possibile per arginare la crisi”, ha dichiarato.

Riguardo all’austerità promossa dal ministro Giorgetti, Campi ha aggiunto: “Intanto vanno tenuti sotto controllo i conti. E, checché ne dicano le opposizioni, gli interventi sulle accise sono serviti. Ma sono provvedimenti congiunturali. Il problema è cosa può accadere. A prescindere dalla crisi del Golfo, servono risposte di sviluppo per un Paese che si percepisce ed è in difficoltà”.

“È quel che sto dicendo. Non puoi pensare di affrontare solo il tema della sicurezza, generando ansia nei corpi sociali su allarmi per altro non suffragati dai numeri. Devi giocare su altri campi. Il primo è quello economico-sociale, rilanciando l’economia e il sostegno alle famiglie. Che sarebbe anche un modo per spiazzare la sinistra”, ha continuato Campi.

Infine, sull’incognita delle crisi internazionali, il politologo ha commentato: “Non credo sia un punto di debolezza, ma di forza. A causa dell’insicurezza del contesto internazionale, gli elettori valuteranno la stabilità. E nessuno si sentirà più rassicurato da Schlein o Conte a palazzo Chigi. Meloni si è ritagliata uno spazio importante”.

Commentando infine le recenti dichiarazioni del presidente Trump, Campi ha osservato: “Quella di Trump è una retorica anti-ideologica esternata in modo quasi situazionista. Essendo arrivati a un punto di rottura culturale, la premier l’ha giustamente censurato. A maggior ragione essendosi già dissociata sulla scelta bellicista in Iran, condotta in modo scriteriato”.

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