Ribaltamento in Forza Italia: Paolo Barelli si dimette e apre a nuove leadership
Paolo Barelli lascia la sua posizione di capogruppo di Forza Italia con amarezza e senza un premio di consolazione già in tasca. Questa sera, l’assemblea dei deputati azzurri eleggerà Enrico Costa, liberale di Azione, come successore. Questa nomina, suggerita da Gianni Letta, rappresenta un tentativo di mediazione tra le due anime del partito forzista. Tuttavia, la vera posta in gioco è la ristrutturazione interna orchestrata dalla famiglia Berlusconi, che ha di fatto preso il controllo dell’area legata ad Antonio Tajani, ponendo ora nel mirino il capodelegazione europeo Fulvio Martusciello, riporta Attuale.
Le dimissioni di Barelli non avvengono senza effetti collaterali. Al termine di un lungo incontro a Palazzo Chigi, ha lanciato pesanti critiche verso i figli di Berlusconi, affermando: “Il mio non è un incarico a vita, morto un papa se ne fa un altro. Ma normalmente i partiti si guidano dall’interno”. Ha anche colpito il suo successore designato: “È uno dei dieci deputati entrati nella pattuglia azzurra anche grazie a me. Sono stato io a farlo vicepresidente della Commissione Giustizia”. Tre ore di intense discussioni hanno preceduto la convocazione ufficiale dei deputati, e l’intervento di Tajani, in missione in Libano, si è rivelato cruciale per stemperare le tensioni interne. Le critiche all’operato di Tajani da parte di alcuni esponenti azzurri hanno intensificato il clima di incertezza, con alcuni che si domandano: “Se Antonio non controlla nemmeno il consuocero…”. Alla fine, Tajani ha convocato i deputati dichiarando: “È conclusa la mia esperienza di capogruppo. Formulerò una proposta per la successione”. Prima della riunione, è previsto un incontro tra il segretario e Giorgio Mulè, volto a discutere appunto di una possibile nuova dirigenza, partendo da Patrizia Marrocco come vicario.
La famiglia Berlusconi continua a dettare la linea politica, seguendo le indicazioni emerse durante il summit di venerdì a Cologno Monzese. I congressi regionali vengono congelati, con Lombardia e Campania che saranno gestite successivamente. “Devono garantire la piena unità di Forza Italia”, è il diktat di Marina Berlusconi, dopo aver incontrato il governatore piemontese Alberto Cirio, uno dei vicesegretari forzisti. Nel partito cresce l’aspettativa per lo slittamento del congresso nazionale.
Riguardo il futuro di Barelli, la situazione rimane incerta. “Si deciderà all’ultimo minuto utile”, riferiscono fonti interne al centrodestra. Una delle cariche più ambite è quella di viceministro al Mimit, attualmente occupata da Valentino Valentini, leale al Cavaliere, che potrebbe essere destinato alla Cultura. Altre possibilità includono un posto da sottosegretario al Collegio Romano o alla Salute, ma l’incompatibilità con la presidenza della Federnuoto potrebbe complicare la situazione, anche se Barelli ha dichiarato: “Il nuoto non lo lascerò mai. Io galleggio, sono capace di nuotare, salvo la vita agli altri”. Aggiungendo che se Forza Italia potenzia la sua presenza nell’esecutivo, la Lega chiederà a sua volta di ottenere la guida della Consob per Federico Freni. Di conseguenza, è probabile che ci possa essere un incarico alla Camera, come la presidenza di una Bicamerale.
Contemporaneamente, il governatore Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro si sono recati a Palazzo Chigi per discutere questioni relative alla Calabria. Cannizzaro ha suggerito che “un turnover può far bene al partito”, a cui Barelli ha prontamente risposto: “Allora lo faremo anche in Calabria”. Rivendicando il proprio contributo, ha sottolineato di aver portato i deputati azzurri “da 44 a 54”. Concludendo con una critica al suo successore Costa: “Peraltro, lui presiede una piccola federazione, quella della Pallapugno”. La giornata si chiude con un’inequivocabile certezza: il terremoto in Forza Italia è appena iniziato.