Il dibattito sulla salute mentale di Trump si riaccende dopo nuove affermazioni contro l’Iran e il Papa

14.04.2026 10:35
Il dibattito sulla salute mentale di Trump si riaccende dopo nuove affermazioni contro l'Iran e il Papa

Trump provoca indignazione con frasi estreme su Iran e critiche al Papa

Donald Trump ha suscitato una nuova ondata di polemiche dopo un post controverso pubblicato su Truth, dove si paragona a Gesù guaritore, prima di essere rimosso, e minaccia di cancellare l’Iran, affermando che «un’intera civiltà morirà stanotte». Le sue affermazioni hanno attirato critiche persino dalla sua base religiosa, generando un acceso dibattito sulla sua salute mentale, un tema ricorrente nella sua carriera politica, riporta Attuale.

Il post incriminato ha sollevato interrogativi sulla stabilità psicologica di Trump, un argomento che è diventato prassi in passato. Oltre alle minacce nei riguardi dell’Iran, Trump ha insultato Papa Leone XIV, definendolo «debole sul crimine e pessimo in politica estera», alimentando ulteriormente le critiche alla sua condotta.

La Casa Bianca ha difeso il presidente, che si auto-definisce «un genio» e afferma di aver superato tutti i test cognitivi. Tuttavia, i critici, inclusi membri del Partito Democratico e alcuni repubblicani, hanno riaffermato le loro preoccupazioni sulla sua salute mentale, invocando l’attuazione del 25° emendamento per rimuoverlo dalle cariche pubbliche per incapacità. Queste preoccupazioni non provengono solo da figure politiche di sinistra o da professionisti della salute mentale, ma anche da generali in pensione e funzionari esteri.

Un sondaggio condotto da Reuters/Ipsos ha rivelato che il 61% degli intervistati considera Trump «sempre più imprevedibile con l’età», un giudizio condiviso non solo dagli elettori democratici e indipendenti, ma anche da una significativa percentuale di repubblicani. Inoltre, la percezione che Trump sia «mentalmente acuto e capace di affrontare sfide complesse» è scesa dal 54% nel settembre 2023 al 45% attuale. Robert Reich, ex ministro del Lavoro, ha commentato che «se Trump prima era razionale, ora non lo è più».

Tra i critici interni, Marjorie Taylor Greene, ex deputata della Georgia e recentemente in disaccordo con Trump, ha definito le sue dichiarazioni sulla distruzione dell’Iran «follia», mentre il podcaster Candace Owens lo ha descritto come «un pazzo genocida». Alex Jones, noto teorico della cospirazione, ha aggiunto che Trump «farfuglia cose; sembra che il cervello non funzioni al meglio».

A differenza di queste voci, nel Congresso i repubblicani continuano a sostenere Trump. Liz Peek, editorialista di The Hill, ha affermato che «Trump sa esattamente cosa sta facendo», alludendo alla sua strategia militarista e diplomatica in Medio Oriente, mirata a liberare la regione da decenni di conflitti iraniani.

Critiche ancora più dure provengono da esponenti del Partito Democratico, come il senatore Chuck Schumer, che ha definito Trump «una persona estremamente malata» e «squilibrato», e da altri rappresentanti che chiedono una valutazione della sua salute mentale a causa di segni di demenza e comportamenti sempre più instabili.

Il dibattito sulla salute mentale di Trump è emerso nuovamente in concomitanza con il suo discorso sullo Stato dell’Unione, in cui ha cercato di difendere i risultati della sua amministrazione. Le crescenti critiche alla sua capacità di leadership alimentano le preoccupazioni sul suo futuro politico.

Infine, Trump ha recentemente accettato un premio Nobel per la Pace da María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana, come se fosse un riconoscimento destituito a lui. Secondo la storica e psicologa Elisabeth Roudinesco, Trump vive in un mondo fantastico, guidato da un ego crescente, rendendo la sua leadership tanto più pericolosa.

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