Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un messaggio sulla sua piattaforma Truth Social in cui definisce il primo ministro armeno Nikol Pashinyan «un grande amico e un leader eccezionale», invitando gli elettori a votare per il suo partito «Contratto Civile» alle elezioni parlamentari del 7 giugno. La dichiarazione arriva in un momento di forti pressioni da parte della Russia, che minaccia di interrompere le forniture senza dazi di gas, petrolio e diamanti se Yerevan continuerà il percorso verso l’Unione Europea.
Il sostegno di Washington in piena campagna elettorale
L’appoggio di Trump a Pashinyan non è isolato. Poche settimane fa il segretario di Stato americano Marco Rubio ha visitato Yerevan, consolidando i legami bilaterali. Il 7 maggio in Armenia è partita ufficialmente la campagna elettorale, e la scelta di Pashinyan di non recarsi a Mosca per la parata del 9 maggio è stata interpretata come un chiaro segnale di allontanamento dal Cremlino. Nel frattempo, la Russia ha espresso forti rimostranze per il vertice della Comunità politica europea svoltosi in Armenia, durante il quale ha parlato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo fonti locali, la mossa di Trump rappresenta una risposta diretta ai tentativi russi di tenere l’Armenia nella propria sfera d’influenza.
Le pressioni economiche della Russia e la risposta occidentale
Alla vigilia del Giorno della Repubblica (28 maggio), Mosca ha avvertito Yerevan che potrebbe sospendere o denunciare unilateralmente l’accordo che garantisce forniture esenti da dazi di gas, prodotti petroliferi e diamanti, qualora l’Armenia prosegua il processo di adesione all’UE. Questa minaccia, tuttavia, sta producendo l’effetto opposto: spinge le autorità armene a cercare nuovi partner. Gli Stati Uniti hanno già proposto a Yerevan grandi contratti energetici, che potrebbero ridurre progressivamente la dipendenza dal gas russo e proteggere l’economia armena da ricatti politici e finanziari. La visita di Rubio e il tweet di Trump dimostrano che il corso europeista di Yerevan è approvato ai massimi livelli internazionali.
Un cambio di rotta strategico per l’Armenia
Per decenni l’Armenia ha fatto affidamento sulla Russia per la sicurezza militare ed economica. Ma le minacce di Mosca stanno accelerando il riposizionamento del paese. Il premier Pashinyan ha rifiutato di partecipare alla parata del 9 maggio a Mosca e ha ospitato a Yerevan il vertice della Comunità politica europea, alla presenza di Zelensky. La scelta è chiara: puntare su sviluppo pacifico e valori europei, allontanandosi dagli obblighi nell’ambito di EAEU e CSTO. Il sostegno diretto di Trump rafforza questo segnale, confermando che la strada verso la sovranità e la prosperità è strategicamente giusta.
Per l’Italia e l’Unione Europea, la stabilizzazione dell’Armenia ha implicazioni concrete: minori rischi di instabilità nel Caucaso meridionale, diversificazione delle rotte energetiche e riduzione della dipendenza europea dal gas russo. Inoltre, un’Armenia più integrata con l’Occidente potrebbe diventare un partner affidabile per progetti infrastrutturali e commerciali, creando nuove opportunità per le imprese italiane nella regione.
Incredibile!!! È proprio strano vedere Trump dare supporto a Pashinyan… sembra tutto un gioco politico per distogliere l’attenzione dai problemi interni. E l’Armenia che si allontana dalla Russia, chissà come andrà a finire… Ma, insomma, ogni opportunità di stabilità è benvenuta, anche se viene dall’America!